La conversazione intanto si faceva più animata in qualche gruppo; e se ne togli l'immobile circolo della padrona di casa, tutti gli altri, cavalieri e dame s'aggiravano di su, di giù, contraccambiavansi cortesie e saluti, parlavano di musica, di mode, di corsi e d'altre nullaggini. L'Illustrissimo non aveva ancora finito di chiacchierar colla contessa forestiera; ma dalle gentilezze di prima il colloquio piegava a non so qual vaga e indolente querela sul tedioso vivere in una città che non sia Londra, Parigi, o Pietroburgo. E vedevasi che l'Illustrissimo voleva sfogare un resto del suo mal umore; poichè, interrompendo la dama in mezzo a non so qual complimento:—Sono illusioni: le diceva: Milano è pettegola, come la più piccola città di provincia. Credete che qui si possa dire o far cosa alcuna, senza che tutti lo sappiano e ciarlino a loro posta?… Io per me sono sempre stato superiore a tali miserie…. ma intanto, le convenienze, i riguardi, l'opinione, non ci lasciano libertà nè pace.

La dama faceva le maraviglie, con un accento che aveva più del tartaro che del francese; e l'Illustrissimo seguiva:

—Così è, cara contessa! delle donne come voi ce n'è poche…. Di rado lo spirito e il buon gusto vanno di conserva colla bellezza; e le nostre signore…. Oh! non mi fate dir di più, che ne conterei di stupende.

Appunto allora, una sonora risata, di quelle che di rado turbavano gli echi delle magnifiche sale, interruppe le varie conversazioni; e tutti gli occhi si volsero al crocchio de' giovinotti più azzimati, i quali presso all'aperta balconata s'erano stretti ad udire una curiosa storiella che il marchesino Roberto finiva allora di raccontare:

—È proprio così, come ve l'ho detta: continuava nel suo falsetto l'imberbe garzone, racconciandosi intanto la lucida chioma arricciata e il nodo della cravatta:—E del povero Martigny non sapete nulla?… Quel diavolo incarnato ne ha fatto una delle sue, e non so come finirà. È stato un affar grosso e serio, ve lo dico io, una mezza rivoluzione; gli serrava addosso un centinajo d'artigiani e d'altri imbecilli…. e il maestro tira di qua…. para di là…. gira, pesta e tempesta…. in men che nol dico, ne mise alla ragione, cioè per terra, un venti almeno; e chi sa cosa avrebbe fatto degli altri, se non capitava sul luogo un fulmine di soldati e di gendarmi, che in un momento nettarono il campo di tutta la canaglia, e condussero il disgraziato Martigny in prigione.

A questa grave notizia, che il marchesino fece seguire ad una scandalosa avventura narrata dapprima, onde s'era desta la prepotente ilarità di que' giovani signori, tutti trasecolarono; alcuni si mostrarono scontenti; altri dubitarono, altri dissero che non ne credevano niente. Solo due persone non fecero motto, l'Illustrissimo e il cavalier Lodovico, i quali forse ne sapevano più degli altri. Ma la nuova di quell'accidente non era tale da occupar troppo a lungo la lieta adunanza; se ne rise ancora un poco, e la cosa finì.

A sera avanzata, signori e dame tornarono qua e là a' tavolieri di giuoco; e passavano dalla sala di conversazione in quella del bigliardo, e nelle altre splendenti stanze dell'appartamento. Più di una giovine marchesina, più d'una schizzinosa contessa, ammansandosi a poco a poco, degnaronsi di dare orecchio alle amabili confidenze di questo o di quello: alcuna dilungandosi di sala in sala, a braccio del più fortunato de' figurini alla moda, s'appartò non veduta sur un terrazzo tutto adorno di fiori esalanti soavissimo profumo; alcun altra, mollemente adagiata sovra morbido sofà, in solitario gabinetto rischiarato dalla timida luce d'una lampana d'alabastro, ascoltò per la prima volta da uno de' suoi adoratori misteriose confidenze, tutte scintillanti di motti francesi.

A quell'ora, la contessa Cunegonda era già partita; e appena partita lei, anche la padrona di casa annunziò ad alcune delle dame che la circondavano come, per la sua solita emicrania, non potesse trattenersi di più: e rientrava nel suo appartamento. Questo fu come il segnale dello scioglimento del consiglio per tutti i suoi fedeli; disparvero l'un dopo l'altro; ma non senza fare all'Illustrissimo profondi inchini, augurii e saluti. Egli, che per dispetto aveva affettato di non accorgersi neppure che sua moglie avesse lasciata la sala, ringraziò con molta freddezza que' signori, e a più d'uno non rispose che con un leggiero chinar del capo.

Capitolo Nono

E la Stella?—La Stella intanto, a cui nulla era noto della sorda guerra che le due misteriose avverse potenze andavan facendo tra loro, quasi per disputarsela come una preda, aveva passato que' giorni in una muta e penosa incertezza.