—No, perchè?

—M'era impegnato d'ajutarla quella famiglia; e mi si dice che altre persone…. di conto precisamente per farla a me, si sieno adoperate…. Ne hai notizia?

—Che io possa morire, Illustrissimo, se ne so qualche cosa.

—Eh! vedo che anche voi perdete il buon senso, non vi conosco più.

—Perdoni….

—Non importa. Posso farla vedere alle canonichesse e a tutto il partito…. Io, me la rido, ah! ah!…

—Mi sento consolare, vedendola a ridere.

—Basta così. Andate pure. Domani, di buon'ora, passerete dal signor Omobono; venga qui nella mattina, e non manchi, e non parli con nessuno. Al signor Consigliere, farete l'imbasciata che già v'ho dato…. avete capito bene?

—Non dubiti.

Intanto l'Illustrissimo s'era coricato. Ma, levandosi sul gomito:—Versatemi nella tazza la solita pozione…. È un altro impostore anche lui il dottore!