Cuscini num. 1 con. fodera bianca di tela battista ricamata.
Cuffini num. 1 di mussolino ricamato, foderato di seta azzurra.
Camicietta num. 1 di tela grossolana, marcata in cotone rosso colla lettera E. Un piccolo Agnusdei di panno bianco e nero, trapunto in seta bianca con un
I H S.
Si è fatto battezzare il giorno 16 ottobre 1811_
Oltre a codesta carta, che il prete trascorse rapidamente coll'occhio, eranvi alcune lettere di diversa data e senza alcuna sottoscrizione. Fra quelle, a studio ne tolse fuori una, meno lacera e senza soprascritta, della quale vedevansi qua e là cancellate le parole: la scrittura appariva stentata, confusa; ma il contenuto era veramente l'espressione d'un'anima sventuratissima: e il buon prete, rileggendola, lasciava cadere a quando a quando fra le palme la testa, e gli venivano le lagrime.
«Signore!
«Se merita compassione una povera infelice, che ha perduto tutto a questo mondo, virtù, salute, onore, e quasi anche la vita, oh! non rifiuti almeno di ascoltare forse le ultime mie parole. Lei sa quello ch'io era, e a che sono ridotta; io non accuso nessuno della mia disgrazia, fuori di me stessa: ho tanto pianto, ho tanto pregato, che spero il Signore vorrà perdonare a me, e a lei pure. Sono tre anni, posso ben dirlo, che ho cominciato a morire; e in tutto questo tempo, lei non volle più vedermi, nè sentir più a parlare di me: eppure, se sapesse ciò che io ho patito, non mi lascierebbe finire così colla disperazione nell'anima. Una povera donna, che non ebbe altro conforto, altra speranza nella sua colpa, fuorchè una parola, un nome, che non potè mai sentir pronunziar dalla sua creatura, vive in miseria, nell'angolo d'un solaio, nascosta agli occhi di tutti, e oramai senza forza di levarsi dal letto del suo dolore. Questa donna merita lo stato a cui è venuta, perchè si lasciò ingannare, tradire, perche tradì i proprj doveri; ma le han tolto il suo figliuolo, gliel'hanno levato dalle braccia appena nato, dandole a credere che ben presto le sarebbe restituito; essa tacque, chinò la testa e pianse. La meschina non aveva più madre nè padre, nè nessuno al mondo; era stata per un mese invidiata, felice, circondata d'illusioni, vestita di fiori e di veli, come una povera vittima; poi discacciata, sola, nella vergogna e nell'infamia, collo spavento della vita e della morte. Cosa mai le restava a fare, se non che gettarsi, senza pensar più altro, nell'abisso che le era aperto dinanzi? Pure, trovò un po' di forza in sè medesima; e il pensiero di un innocente, frutto del suo peccato e maledetto per lei, questo pensiero l'ha salvata. Allora, ebbe la fede di vivere per lui soltanto, d'inginocchiarsi dinanzi a lui, di trovare nell'amor suo quel perdono che non ardisce domandar al Signore. Aspettò tre anni, e aspetta ancora…. Ma, adesso non è più tempo; il dì tremendo s'avvicina; e Dio avrà presto finito di contar le mie lagrime. Oh! che almeno Egli non le trovi poche al paragone della mia colpa!
«Se le resta qualche memoria del passato, o signore, non disprezzi la preghiera d'una povera moribonda: io non prego per me, ma prego per il mio figliuolo; ch'esso almeno non abbia a portare su questa terra la pena del suo nascimento, che non abbia a maledire il nome di sua madre!… Dopo tanto cercar di lui, ho saputo che vive ancora, ma lontano di qui, ma in tal luogo, dove a me sarebbe adesso impossibile ritrovarlo. In questo momento terribile, rinunzio volentieri alla speranza di vederlo una sola volta: così Dio mi tenga conto del sacrificio! Ma un pensiero, un rimorso che non mi lascia mai, è lo spavento ch'egli, nato nell'obbrobrio, cresciuto nella povertà, possa forse un giorno mettersi per la strada del vizio e del delitto…. Oh! fate, mio Dio, ch'egli almeno viva e muoja innocente, ch'egli sia salvo, s'io debbo morire disperata! Perdonatemi, o Signore, perdonatemi in lui!
«La forza di scrivere questa lunga lettera ha esausta la poca lena che mi restava: ora non ho più nulla a fare quaggiù. Chi sa se il buon sacerdote, che venne a confortarmi il cuore coi pensieri della religione, che mi parlò della infinita misericordia di Dio, e mi sostenne in quest'ultima giornata, vorrà incaricarsi di portarle queste parole d'una poveretta, che lei forse ha da tanto tempo dimenticata? Ascolti quell'uomo del Signore, che verrà a ricordarle il mio nome, il nome di una, che fra poche ore sarà morta. Egli le raccomanderà il mio figliuolo; gli provveda almanco di che vivere una vita sconosciuta e onesta; io la scongiuro, per tutto quanto lei ha di più sacro!… Si ricordi, che tutti abbiamo a morire, e che ogni nostra buona azione è scritta in cielo. Non lo sanno gli uomini, ma Dio lo sa chi sia il padre del mio povero figliuolo!… Oh se avessi la consolazione di finire nella certezza che quell'innocente non sarà abbandonato del tutto, benedirei il Signore di morire così presto, a venticinque anni, senza aver gustato una sola ora di felicità! Ma così…. Egli m'assista, e non mi tolga la fede e la speranza!»