—È un sogno che fate: tornò a dir bruscamente il Rosso: e poi, chi volete…?
—Ma se mai…. soggiunse il cappellano, che aveva un cuor di grillo.
—Sarà stato qualche gatto che saltò giù da una tavola, o anche uno de' garzoni che passando avrà urtato in una seggiola: il signor Omobono disse alla sua volta, per rassicurare sè stesso e il compagno: E poi, fosse chiunque, non facciam combriccole noi, non diciam niente di male.
—Sì, ma un uomo come me, che non si vede mai all'osteria…. balbettava il pretoccolo.
—Eh! corpo del diavolo, lei è impastato di paura, caro signor cappellano. Cosa siamo noi? galantuomini meglio di lei, e manco impostori… gridò stizzito il Rosso.
—Siete un gran matto! disse il prete, che non vedeva l'ora d'uscire.
Si levarono dalla tavola; don Aquilino fece un sospirone, pensando fra sè che quella cena non gli avrebbe certamente fatto il buon pro; gli altri due scambiarono un'altra occhiata significativa, e s'incamminarono. Il prete veniva loro alle spalle.
Passando per la stanza, nella quale pochi istanti prima sembrò loro d'aver udito romore, s'accorsero d'una seggiola rovesciata dietro la tavola; e su questa eran due tondi, il resto d'un pane e una mezzina di terra. Il che li fece tornar sul pensiero che alcuno si fosse trattenuto in quella stanza e che potessero anche i loro discorsi essere stati uditi. Ma, supponendo amendue che colui al quale fosse nato il ghiribizzo di far loro la spia, non ne saprebbe cavar nessun costrutto, si tennero sicuri; e dopo che il signor Omobono ebbe pagato l'oste, uscirono all'aperto.
Don Aquilino, poco desideroso ch'altri il vedesse in compagnia di coloro, cavossi il cappello, balbettò uno scucito complimento; e cominciò a trottar lungo il muro della piazza Fontana, ringraziando il cielo di poter finalmente respirare un'aria più libera; abbenchè, nel camminare, ogni passeggiero, ogni lampada gli facesse come un barbaglio e a ogni poco gli sembrasse quasi sentirsi mancar la terra sotto i piedi.
Il signor Omobono e il Rosso, attraversata la piazza, si discostarono dall'opposto lato, ricominciando fra loro a parlar più chiaro, e con maggior gelosia.