—Perdoni, buona amica. I primi sospetti mi posero facilmente in cammino. Ho interrogato, confrontato, pesato…. e alla fine, devo proprio dirlo?… Temo troppo che in questa trista avventura non entri una persona….
—Una persona?… Contessa!
—Desidero essermi ingannata. Ma, in confidenza, ella sa tutto quel ch'è successo, alcuni mesi sono, allorchè si è voluto salvar dal pericolo quella povera insidiata. Ella sa…. che una persona…. in una parola, il suo signor fratello….
A tal punto, la contessa Cleofe s'accorse che la nobile amica, sbalordita sulle prime da codesta rivelazione inaspettata, ripigliato, per così dire, l'equilibrio della sua difficile posizione, levando il capo in atto d'offesa dignità, s'accingeva a ribattere i suoi arditi supposti. E in effetto, prima di lasciarsi dir dall'amica ciò ch'ella sapeva, la contessa Cunegonda, l'interruppe:
—Io so, io vedo ciò che l'invidia e la calunnia osano farneticare, lavorando addosso ai grandi e ai potenti…. Conosco per prova che basta operar la beneficenza per vedersi sorgere in faccia, come un fantasma, l'ingratitudine. Cosa voglio dir con questo?… Nient'altro, contessa, se non che le cose da lei presunte, o rapportate…. sono perfidie…. invenzioni…. assurdi…..
—Cose rapportate?… perfidie?… È troppo, contessa, è troppo!
Le due vecchie dame si raddrizzarono accigliate, ombrose; dalle rughe de' loro volti appassiti pareva quasi trasparir l'odio, che covavano nel segreto; e per la prima volta dopo molt'anni, un'ira astiosa, sottile faceva traboccar da' loro cuori, muti ad ogni altro affetto, il veleno della gelosia e dell'orgoglio.
—Tant'è: riprese la contessa Cunegonda, non isgomentita dal torbido e sprezzante sguardo della rivale: da un pezzo io mi sono avvista come si tenti, per via di sotterfugi, d'intrighi, di calunnie, di provocazioni, suscitarmi intorno tanti raggruppi, tante difficoltà che mi sforzino ad abdicare quella primazia, la quale, indegnamente sì, ma pur tengo, nell'opinione e nel fatto. E ora, il dì che ho, posso dirlo, la vittoria in pugno, ora appunto mi si vorrebbe rapire il frutto delle infinite mie cure…. Ma sì, è ben chiaro; altri adesso agogna a far la parte mia…. e per questo, si creano mali esempi e scandali…. e si tira partito per sino dai vincoli del sangue….
—Basta così! io voleva lasciarla dire a suo talento; ma il decoro non regge a così incredibili assalti…. Io sospettata di menzogna, d'intrigo? io vogliosa d'autorità, di potenza?…. Io tacciata con ingiustizia così nera, e da chi?…. da quella che mi chiamava col nome d'amica, da quella a cui ho ceduto sempre e in tutto, colla massima condiscendenza, anzi con vero rispetto!…
—Peccato, se non altro, ch'io non me ne sia avvista mai!