Ella pensò ch'era il momento in cui le sue compagne del Ritiro, finita la scuola de' lavori, andavano in fila nel refettorio terreno; pensò che la sua fuga doveva già essere scoperta, e con ansietà, giungendo le mani, si volse alla Barbara.

—Per amor del cielo, mi conduca subito a casa; ho bisogno d'esser vicina alla mamma; io muojo di vergogna e di paura.

—Non far di queste smorfie…. Non andiamo verso casa, forse? guarda che la gente non s'accorga. Non parlare, rasciuga gli occhi.

—E lei m'aspetta…. non è vero?…

—Ma sicuro, non te l'ho detto cento volte?

—Oh! se non era lei che mi domandava….

—Sì, sì, vien pure con me, sarai contenta poi….

Attraversavano il ponte di porta Tosa; e di là, per il corso e per quelle viuzze che mettono alla piazza Fontana, s'avvicinavano a' luoghi ben noti alla Stella. Ignorava tuttora, e la Barbara aveva troppa ragione di tacerglielo, che la madre sua non fosse più là; sospirava di salire a quell'umile quarto piano, ove per tanto tempo avevano nascosta la loro povertà; e col pensiero vedeva il letto di sua madre nell'alcova, sentiva nel cuore la voce benedetta di lei.

—Ma non si sa niente di Damiano, di quel mio fratello?… chiese poi Stella alla sua accompagnatrice. Cosa n'è successo mai? è poi vero che l'abbian messo in libertà?

—Ma taci adesso….