—Voi siete un soldato del nostro paese: disse la donna, appena lo sconosciuto le si avvicinò: Forse…. avete bisogno di qualche cosa…. Forse siete ferito, stanco…. Venite con me; qui, nella nostra terra, son buoni….

—Vi ringrazio, con tutto il cuore: rispose quell'infelice: Per più d'un mese sono restato tra la vita e la morte, nella casipola d'un povero carbonajo, là dall'altra parte della montagna…. Jeri mi sono messo in istrada; ma contavo troppo sull'esser guarito…. Se mi fate la carità d'un pezzo di pane…. se mi date ch'io possa dormire al coperto questa notte, per ripigliare un po' di forza e mettermi in istato di passar il confine domani…. vi benedirò, e Dio vi benedirà anche lui.

Da queste parole, dal cortese modo con cui le pronunziò, e più ancora da una certa dilicatezza de' lineamenti, che, sebben patiti e smunti, lo indicavano di condizione un tempo più avventurata, ella fu tocca profondamente nel cuore; e sentì per quell'uomo una compassione che non avrebbe potuto dire. Fattogli cenno di seguitarla, si mosse per la prima lentamente, e dietro a lei i due figliuoli, guardando lo sconosciuto, con curiosa e mesta attenzione: il maggiore faceva uno sforzo più grande dell'età sua, per sostenergli il passo e servirgli come di bastone; il piccino s'era impossessato dello schioppo, e lo reggeva con fanciullesca fierezza sur una spalla.

Giunti, per una rimota stradetta, alla casa ch'era fuor del paese, un robusto campagnuolo, che portava il giubbone alla montanara, venne loro incontro; e di subito comprese la profferta pietosa che aveva fatto la sua donna.

—Mia buona e brava Stella!…. diss'egli; poi stese la mano all'infelice fuggiasco, col cuore amorevole e franco che gli parlava dal viso.

—Dopo tutto quel ch'è stato, ripigliò, e che Rocco ha fatta anche lui la parte sua, l'unica consolazione che gli rimane è di stringer la destra d'un fratello. E tu, Stella, me la dai questa consolazione. La buon'anima della mamma Teresa, per la quale hai pregato, e che da tre anni ci manca, sarà contenta anche lei a vederci far del bene.—Tu poi, Damiano—e metteva la mano sul capo del maggior de' fanciulli—ricordati che dovrai avere un cuore come il cuor di quest'uomo; e a te, Vittorino, forse tuo padre potrà dare un giorno un trastullo, come quello che tieni adesso in ispalla.

Il fuggitivo soldato passò la notte sotto il tranquillo tetto de' nostri amici. Al primo barlume, levossi per partire. Innanzi di accommiatarsi dagli ospiti suoi, si volse timidamente alla Stella, e dicendole che la memoria della loro onesta accoglienza non sarebbe morta che con lui, si levò da un dito e le offerse un piccolo anellino d'oro. Essa non lo voleva ricevere; ma gittandovi sopra gli occhi, le parve di conoscere, a una crocetta che v'era incisa, l'ultimo dono da lei fatto, tredici anni prima, a Damiano, il dì ch'era partito. Impallidì l'affettuosa donna; ma raccogliendo tutto il suo coraggio, chiese all'ignoto onde mai avesse avuto quell'anello.

—È la più cara memoria, ch'io m'abbia: rispose: lo porto da dieci anni; un amico mio, giovine valoroso e sventurato, me lo donava il giorno stesso che morì per la libertà, sulla riva americana, là nel paese di Montevideo…. Egli aveva nome Damiano.

FINE.

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