Passò quell'inverno; e Damiano, più tranquillo del solito, stette quasi sempre a fianco della madre e della sorella, attendendo con una premura più viva e più intelligente di prima alle cure della scuola e della casa, avviando a bene quanto potesse dare a' suoi la certezza dell'avvenire. E la Stella, la sua prediletta, non l'aveva da un pezzo veduto così pronto e sereno come allora. Al tornar della primavera, andò lontano, senza dir dove; ritornò dopo una settimana o poco più.
Indi a poco tempo, domandò alla madre la permissione d'andare a nuovo viaggio; e, dopo molta esitanza, le disse che forse la sua assenza poteva durare un anno; ma che da ciò dipendeva il bene di tutta la sua vita. Al che la povera vecchia rispose colle lagrime; non seppe dirgli di no, e strettamente abbracciandolo, gli diede la sua benedizione. Il dì appresso, al levar del sole, egli ascese lentamente, in compagnia di Stella, l'alta montagna che guarda verso il lago di Lugano; ma quello che a lei confidò, nessuno lo seppe. Giunto alla sommità, schiantò due rami da un'antica rovere; e con un nodo di vimini li congiunse in forma di croce. Sedettero per alcun tempo su quella cima; poi egli piantò la croce nella fenditura d'un sasso. Strinse al cuore la sorella, e dopo averla, senza piangere, baciata in fronte, le disse:
—Addio! Se non ritorno più, verrai a pregare per me presso a questa croce. Fino a oggi, ho fatto il poco che ho potuto, per nostra madre e per te: ora ho un'altra madre, a cui devo il mio cuore e la mia vita…. Il mio segreto è tuo; addio.
Si tolse con forza dalle braccia di lei, e discese a passi rapidi dall'altra parte della montagna.
Gli anni passarono; ma la sua famiglia non lo rivide più.
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Da quel giorno eran corsi tredici anni. Nell'umile campo santo del paesello, verso il cadere del dì de' morti, una donna pregava, inginocchiata sull'erboso terreno, in mezzo a due fanciulletti, l'uno di forse dieci anni, l'altro di sette al più; i quali, colle manine in orazione e gli occhi fissi a una rozza croce senza nome, parevano accompagnare in quell'atto innocente la sua preghiera.
Il sole tramontò: e la donna, adempito ch'ebbe quel pio dovere verso i suoi poveri morti, uscì del cimitero, tenendo per mano i due ragazzetti. Essa mostrava poco più di trent'anni; gentile il viso e bello ancora, di quella beltà matura che par significare una melanconica pace dell'anima e della vita; vestita d'un corto e modesto abito di rigatino alla foggia del contado, coperta il capo e mezzo la persona d'uno scialle nero; lento e composto l'andare. Il più piccolo de' fanciulli, appena furon essi fuor del recinto, stringendosi alla donna, le disse, con una vocina tra paurosa e compassionevole:—Vedi, mamma, quel soldato seduto per terra là, al piede del murello!
Essa guardò a quella parte, che il figliuolo additava; e scorse in fatti, a pochi passi di loro, e mezzo nascosto da una fratta, un uomo colle spalle appoggiate al murello, più abbandonato che seduto; il quale, come s'avvide d'essere scoperto, fece uno sforzo per levarsi in piede, aggrappandosi a' ciottoli scalcinati del recinto e agli stecchi de' cespugli; vi riuscì e mosse verso di loro.
Alla faccia solcata, livida, polverosa, al guardo tetro e pieno di sospetto, ch'egli vibrava di sotto la tesa d'un largo cappello di feltro ornato d'una penna di falco; al guarnacchino, del quale mal si capiva il colore, comechè tutto fosse lordo di sangue e di fango, ma che pareva rosso; al passo vacillante ch'egli a stento sosteneva, appuntando in terra il calcio d'una corta carabina, la donna comprese che quel soldato doveva essere un povero fuggitivo, il quale, ferito e perduto, si fosse trascinato a quella parte, e per mancanza di lena o per tema di farsi vedere, avesse fatto sosta colà ad aspettar la notte. Non molto tempo era passato dall'ultima battaglia, combattuta a qualche distanza di quella valle; per quasi due mesi i silenzii di quell'alpestre contrada erano stati turbati dallo strepito della guerra, dal passar di frotte armate, dal lontano interrotto rimbombo del cannone. Anche in quel villaggio sperarono e tremarono; anche di là eran corsi non pochi, per offrire il braccio e la vita. Ma fu invano; e a quell'ora, tutto era finito.