E nella stanza, appena che si rimisero in via e che, nel seno della notte, allontanandosi a poco a poco, svanirono le voci della turba salmeggiante, fu una pace, un silenzio non interrotto; come se in quel letto più non giacesse un uomo all'ultima sua notte. La madre e i tre figli stavano tuttavia inginocchiati al luogo stesso; gli occhi del vecchio s'eran richiusi; ne più s'udiva che il greve e affannato suo respiro.
Passata che fu mezz'ora, l'infermo tornò a sollevarsi da sè; e facendo un piccolo cenno della destra, disse:—Damiano!
Era il nome del suo figlio maggiore. Il quale chinandosi sopra di lui, e stretta con immenso affetto la sua mano, v'impresse caldi baci, e se la mise sul cuore per riscaldarla; poichè quella mano era fredda.
—Mio Damiano, mio figlio! così il vecchio soldato, con voce piana e grave: Ho veduta mille volte la morte in faccia, ma non ho sentito mai quello che sento in quest'ora. Io non son più Vittore, non son più nulla per voi….
—Padre mio!…. lo interruppe il giovine.
—Lasciami dire! La mia strada l'ho compita; fu lunga anche troppo…. Oh! io non doveva morire così miseramente in un letto, come un vecchio che ha paura…. Quando penso che anche quell'uomo, ha finito come me!… oh! almanco, di qui a poco, Vittore potrà forse rivederlo.
Tacque un momento; e gli astanti ben comprendevano ch'egli, al suo costume, voleva parlar di Napoleone.
—Ora, tocca a te, ripigliò: tu hai ad essere il capo della famiglia, il padre di tuo fratello e di tua sorella, il compagno di tua madre. Povera donna! m'ha voluto sempre bene; e io non ho fatto nulla per essa, poco per voi. Vecchio torbido, impaziente, ostinato nelle mie idee, nelle mie inossite usanze della caserma, non ho più potuto rifarmi a' mestieri del dì d'oggi; e per questo vi lascio, poveri come v'ho messi al mondo. Ma se i preti non ci sono per niente, e s'è vero quel che vengono a dirmi, che Dio perdona a tutti, perdonerà anche a me. Ah! l'avessi lasciato anch'io a tempo il mio posto al mondo, non sentirei quello che adesso mi sta sull'anima…. Ma tu, Damiano, tu farai meglio di me.
Il giovine proruppe allora con doloroso impeto:—No, no! Il Signore è buono, il Signore avrà compassione di noi, e non vi torrà così a' vostri, alla vostra casa!
—No, è cosa finita! tornò a dire l'infermo: è meglio così, perchè ormai io v'era d'impaccio, e buono a nulla; come que' poveri diavoli de' feriti in una ritirata. Ma almeno, lo conosco, Damiano, il tuo cuore; so che cosa saresti stato in un altro tempo; in mezzo agli uomini d'adesso, si marcisce, non si vive. Ricordati di tuo padre; egli avrà forse il suo grosso conto da accomodare di là; perchè vide momenti terribili, cose che al mondo non erano mai succedute: ma se non ti lascia altro, ti lascia la sostanza del povero che camminò sempre con fronte levata, in mezzo a tutti i guai della vita; e devono valer qualche cosa, in nome di Dio! la buona coscienza, e il buon nome.