—Ringrazio il cielo, susurrava intanto, che ho potuto venire a tempo….
—Ringraziatelo d'avervi tolto il cervello: se non credessi che fosse così, la vedreste voi!…
E mosse per uscire. Le due donne, tuttora pallide e sbigottite, non sapevano farsi ragione dell'avvenuto. Ma l'Illustrissimo, giunto sulla porta, si rivolse e disse loro con aria benevola:—Mi rincresce ch'io non possa far nulla per voi: ma il mio carattere non lo permette, dacchè c'è chi sospetta le mie intenzioni; e poi, questo signore che tanto vi protegge, potrà fare anche la parte mia.—
E con tale schernevole saluto, se n'andò, ruminando tra sè la vergogna del fallito disegno e il modo più pronto di ricattarsi dell'offesa.
Partito lui, Lorenzo rimase immobile, al luogo istesso, incrociate ancora le braccia, china la testa, tutto in pensieri. Forse dubitava d'esser caduto in inganno, d'aver precipitato, d'aver tolto alla famiglia del suo amico un'onesta protezione. Ma più ci pensava, e più gli pareva impossibile che quel ricco signore non covasse qualche tristo intento, forse incerto, forse lontano, ma non men vero. Non poteva farne parola colle donne, vedendo il loro sgomento: esse non sapevano come rompere il silenzio, e pendevano da' rapidi sguardi, da' moti convulsivi dell'antico soldato.
In quella, entrò Damiano. Vide il signor Lorenzo nel mezzo della stanza, ritto e cruccioso, che non s'era accorto del venir suo; la madre che levando gli occhi pareva cominciare una preghiera; la Stella ansiosa correre a lui e abbracciarlo, nascondendogli in seno la faccia.
—Che c'è di nuovo, mamma? domandò Damiano.
Questa voce riscosse Lorenzo dalla sua preoccupazione: egli mosse verso il giovane che s'era trattenuto all'entrare, e pigliatolo per mano:—Ringrazia, gli disse, la Provvidenza che il tuo amico vecchio ci sia ancora, e possa far qualche cosa quaggiù. Sappi che son venuto forse in tempo per impedire un gran male, una disgrazia che poteva metter l'infamia sulla fronte di tua sorella, e di vostra madre, e sulla tua, se il caso non m'avesse condotto sui passi di chi la macchinava!…
—Che cosa dite, signor Lorenzo? domandò il giovine con voce soffocata dall'ira.
—Io ti dico che un uomo potente, un di quelli che gettano un tozzo di pane per il delitto che fanno commettere, aveva posto gli occhi addosso a tua sorella, e ha avuto il cuore di venir qui, egli stesso, pochi momenti fa!…