Benincasa (il conte di) rispettabile non che per l'illustre sua nascita, come ancora pe' suoi talenti e le sue cognizioni nella letteratura, nacque in Venezia circa al 1745. La musica gli ha grandi obbligazioni, poichè fu egli che somministrò a Mr. Laborde, autore del Saggio su la musica, un'infinità di notizie intorno a' poeti ed a' compositori dell'Italia. Nel 1784, trovossi a Londra giusto all'epoca in cui vi si diede la prima gran musica funerale in onore di Hendel. Il dottor Burney sapendo ch'egli era buon conoscitore in musica, gli dimandò qual effetto quell'orchestra colossale aveva prodotto su di lui. Il conte inviogli la sua risposta per iscritto, che Burney ha inserita nella descrizione di tal festa, e che si trova eziandio nella traduzione tedesca fattane da Eschenburg.
Bennet (John), eccellente compositore, ed esercitato del pari in tutti i generi, viveva in Inghilterra sul finire del 16º, e ne' principj del 17º secolo. Hawkins riferisce aver egli fatto imprimere nel 1599, diciassette madrigali a quattro voci di una grande profondità, ed ornati di tutte le bellezze della musica vocale. Un madrigale sul trionfo di Orione, ed alcune canzoni trovansi nell'opera di Ravenscroft pubblicata nel 1614, col titolo di “Considerazioni sull'utilità di conoscere i gradi della musica mensurabile.”
Bérard, nato nel 1710, cantante sul teatro dell'Opera in Parigi d'onde ritirossi nel 1745, è autore d'un'Art du chant, che è divenuta inutile da cinquant'anni in quà, ma che servir può a farci conoscere il gusto del canto, che aveva fatto per un secolo le delizie di Parigi, e di tutta la Francia.
Berardi (Angelo) maestro di cappella, e canonico della chiesa di sant'Agata in Viterbo, pubblicò in Bologna nel 1687, Documenti armonici, ove trovansi le regole dei contrappunti doppj degl'italiani: nel 1689, Miscellanea musicale; nel 1690, Arcani musicali; nel 1694, Il perchè musicale: ovvero staffetta armonica. Questo autore veniva consultato da tutti i paesi. Il Perchè musicale contiene sei risposte, che sono molto curiose. Nell'opere del Berardi si trovano delle ottime cose; ma generalmente vi regna un tuono di pedanteria ridicola. I suoi Ragionamenti musicali pubblicati in Bologna nel 1681, in 4º, sono un eccellente libro per la storia della musica. Berardi era l'autore favorito di mio padre, commendatogli moltissimo dal suo maestro Leo. Marpurg e Choron lo pregiano assai come scrittore didattico e come profondo contrappuntista.
Bergier (Niccola), celebre professore di belle lettere nell'università di Rheims nel 16 secolo, morto nel 1623, lasciò una Dissertazione su la teoria della musica, manoscritta, di cui fa menzione Bayle, e Niceron t. 6, p. 86.
Berlin (Giov. Daniele) distinto organista della cattedrale di Trondheim in Norvegia; dopo aver acquistata sotto la direzione di suo padre, una grande abilità nella sua arte, nel 1730 si rese a Copenhague, e vi rimase sino al 1737, d'onde fu chiamato a Trondheim come organista, carica ch'egli occupò di poi con la soddisfazione generale di tutto il mondo. Abbiamo di lui le seguenti opere scritte in tedesco: Elementi di musica ad uso de' principianti 1744. Instruzione su la Tonometria, 1752. Manuduzione alla Tonometria, come si può coll'ajuto del calcolo logaritmico secondo le progressioni geometriche computar presto e facilmente l'ondulazione della temperatura musicale, a seconda dell'avvertimento del 1752. E finalmente Il Monocordo nuovamente trovato e ordinato, Copenhague e Lipsia 1767, 48 pag. in 8º con figure. Il monocordo ha la particolarità, che non cambia mai di tuono, qualunque sia la temperatura dell'aria. Egli possedeva nel 1756, un cembalo a cui aveva data la stessa proprietà; invenzione che Mr. Triklir sembra d'avere condotta, dopo quell'anno, al più alto grado di perfezione. (V. Beytr. Marpurg, t. II.) Vi sono anche di Berlin Sonate per il cembalo, Ausburgo 1751. Egli morì verso l'anno 1775.
Bernabei (Ercole), allievo e successore di Benevoli nel posto di maestro di cappella della chiesa di san Pietro in Roma, e maestro dell'ab. Stefani, dee annoverarsi fra' grandi armonisti nell'antico stile ecclesiastico, che hanno fiorito nel secolo 17º. Questo compositore fu chiamato alla corte di Baviera nel 1650 e vi passò il resto dei suoi giorni. Gius. Antonio Bernabei di lui figlio, gli succedette come maestro di cappella dell'Elettore di Baviera. A far l'elogio di questo gran compositore, basta il dire che Hasse lo stimava molto. Egli viveva ancora nel 1732, e secondo Burney, prolungò la sua esistenza sino all'età di 89 anni. Si è pubblicata a Vienna nel 1710, una raccolta delle sue messe, ed un'altra a Ausburgo, sotto il titolo: Orpheus ecclesiasticus.
Bernacchi (Antonio) caposcuola nell'arte del canto, nato in Bologna verso il 1700, si rese assai celebre, singolarmente per gli allievi che egli ha formati. La natura non avendogli data una voce eccellente, cercò di riparar questo difetto per via dell'arte, e frequentò a tal effetto la scuola del gran Pistocchi che di recente stabilita aveva in sua patria. Pistocchi il sottomise a' più difficili esercizj, e ingiunsegli che non dovesse mostrarsi nè in chiesa, nè in teatro se non quando egli il giudicherebbe a proposito. Bernacchi si tenne adunque celato secondo l'ordine del suo maestro: finchè questi gli disse che poteva farsi sentir pubblicamente. Egli si distinse ben tosto nella sua patria, fino a meritare il titolo di re dei cantanti. Ciò avvenne circa al 1721. Poco tempo di poi entrò al servigio dell'Elettor di Baviera, e quindi dell'imperadore a Vienna. Hendel il condusse con più altri italiani a Londra nel 1730. La brama di assomigliarsi al suo maestro, con istabilire una nuova scuola, lo indusse circa il 1736, a far ritorno alla patria, per eseguir questo disegno. A lui deve l'arte i Raffi, gli Amadori, i Guarducci e tant'altri. Martinelli però, nel suo dizionario di aneddoti, dice di lui che avesse sacrificato nel suo canto l'espressione de' sentimenti al piacere di far brillare il suo valore nell'esecuzione dei passaggi i più difficili. Il conte Algarotti, nel suo Saggio, par che confermi tal giudizio con dire, esser egli stato l'autore degli abusi che s'introdussero allora nell'arte del cantare. Rousseau, nel suo Dizion., si avanza fino ad affermare che Pistocchi avendolo sentito cantare, gridò: Ah! malavventurato ch'io sono! io ti ho insegnato a cantare, e tu vuoi suonare! ma Arteaga dice che a torto vien egli chiamato il Marini della moderna licenza, e che il suo raro merito il fece anzi comparire il più rinomato cantor del suo tempo (t. 11, p. 41). A lui si attribuisce generalmente la nuova maniera di articolare i passaggi per via del petto. (V. Mancini e Laborde.)
Bernardi (Stefano) fioriva verso il 1634. Fu nominato maestro di cappella della cattedrale di Verona nel 1623. Egli è autore di un'opera didattica, a cui diè per titolo: Porta musicale, Verona 1615, in 4º, e ristampata in Ven. 1639. Questo trattato elementare ha il doppio merito della chiarezza e della precisione.
Bernardi Valernes (Eduardo-Gius.) nato a Bonnieu, presso Apt nel 1763, membro di più società scientifiche e musicali. Ebbe egli ottimi maestri di musica per il violino e la composizione nel tempo de' suoi studj. Dall'età di diciotto anni diessi interamente all'arte musicale: ha fatto imprimere de' duo, delli trio in concerto per il violino, delle sinfonie ed overture a grande orchestra e un'opera di un solo atto (Antonio e Camillo), che è sul gusto italiano, ed ha molte altre opere in manoscritto. Mr. Valernes possiede la più preziosa e la più rara collezione di musica francese, tedesca ed italiana, sì vocale che instrumentale. Possiede in oltre i migliori violini e violette de' più celebri autori, tra gli altri il violino Amati: grande amico e difensore di Pleyel, con cui quest'artista ha composto tutta la sua musica.