Brown (Giovanni) pittore scozzese e valentuomo nella letteratura, nato a Edimburgo nel 1752, e morto in età di 35 anni nel 1787. Egli viaggiò in Italia per perfezionarvi i suoi talenti, e tornò quindi in sua patria. Lord Monboddo pubblicò di costui Letters on the Italian Opera, in 12º, 1789, cioè Lettere sulla poesia e la musica dell'opera italiana nelle quali con filosofica imparzialità dà egli per la musica la preferenza all'italiana sopra quella di tutte le altre nazioni.

Browne (Riccardo), dotto inglese, visse in Londra sul principio dello scorso secolo. Egli pubblicò nel 1728, un trattato in 8º sotto il titolo di Medicina musica, or A mechanical Essay on the effects of singing, music and dancing, on human bodies. ec., ossia “Saggio meccanico sugli effetti del canto, della musica e della danza sul corpo umano.” L'autore come medico ragiona sulla natura delle malattie da potersi guarire per mezzo della musica e del ballo. Questo saggio comparve anche tradotto in latino in Londra nel 1735, col titolo di Medicina musica.

Bruce (Giacomo), celebre letterato d'Inghilterra, inviò al dottor Burney una lettera sugli instrumenti di musica attualmente in uso nella Abissinia, che quest'ultimo ha inserito nella sua dotta storia della musica, d'onde l'ha estratta Mr. Forkel per darla tradotta nel t. I, p. 85, della sua opera l'Almanacco musico 1685.

Bruckmann (Franc. Ernesto), dottore in filosofia e in medicina, nato a Marienthal presso Hahnstadt, nel 1697, è autore di una dissertazione sopra un instromento notturno, che suona da se solo. Ha pubblicato ancora: Observatio de epilectico singulis sub paroxismis cantante, negli artic. dell'accademia de' curiosi della natura, vol. II, ed Epilepsia cantante, negli avvisi letterarj di Hambourg, dell'anno 1735.

Brumbey (Carlo Gugl.), dall'anno 1783, predicatore a Alt-Lundsberg, nato in Berlino nel 1757, ha scritto delle Lettere su la musica, ec. Quedlinbourg, 1781, in 8º.

Bucher (Samuele-Federico) fece imprimere a Zittau, nel 1741, un'opera in 4º intitolata: Menazzehhim, die Kappellmeister der Hebræer: cioè “I Maestri di cappella degli Ebrei.”

Buchoz (Pietro Gius.) pubblicò nel 1739, a Amsterdam: Nouvelle méthode facile et curieuse de connaître le pouls par les notes de la musique; cioè “Nuovo metodo facile e curioso di conoscere il polso per via delle note di musica”. Si ha ancora di lui una Mémoire sur la manière de guérir la mélancolie par la musique, ec. (V. Forkel, storia; t. 1.)

Buel (Cristoforo) maestro di cappella di Norimberga circa al 1715. Abbiamo di costui: Melos harmonicum e Melos propemtichon, 1624 in 4º. (V. Doctr. duodecim modorum musicalium in fol.)

Bulgarini (Marianna) detta la romanina, famosa cantatrice sul principio del prossimo passato secolo, e più che pel merito del suo canto famosa per un altro più insigne e rispettabil merito agli occhi del filosofo. Sono note ad ognuno le calamitose vicende, dalle quali fu travagliato Metastasio dopo la morte dal suo primo benefattore Gravina. Non solo gli fu negato un impiego onde poter miseramente campare, non solo si vide vicino a perir di fame, ma ciò (che fa fremere ogni cuor sensibile) in Roma ebbe egli a soffrire un ignominioso processo. L'Europa avrebbe perduto per sempre quel gran poeta, se la Bulgarini nol ritraeva dall'indigenza, e nol rimetteva in sentiero. Quest'opera dell'amore e della generosità merita di essere registrata ne' fasti pur troppo scarsi delle umane virtù per riscuoterne l'universale riconoscenza. Questa donna incomparabile, dice l'Arteaga, vivrà negli annali della filosofia insieme col suo illustre amico e protettore; i nomi della Bulgarini e di Metastasio brilleranno fra i posteri finchè esisterà negli uomini un qualche sentimento del Bello morale, e finchè il carattere di Genio riscuoterà i ben dovuti omaggi del Pubblico. Il rifiuto, che fece poi il Metastasio dopo la di lei morte della sua pingue eredità in persona del marito, fu l'effetto piuttosto di un cuore onesto, anzichè sconoscente verso la sua benefattrice. “Io vi faccio libera rinunzia dell'eredità (scriveva egli al marito della Romanina) non già perchè io la sdegni, ma perchè credo, che questo sia il mio dovere, e come uomo onorato, e come cristiano... Io sono debitore al mondo d'un gran disinganno, cioè che la mia amicizia per lei avesse fondamento di avarizia e d'interesse. Io non devo abusare della parzialità della povera defunta a danno del di lei consorte ec.” (V. Mattei, Memorie per servire alla vita del Metast.)

Bull (John), dottore in musica, e primo professore nel collegio di Gresham a Londra, era nativo del contado di Somerset, e cominciò verso l'età di undici anni, a studiare la musica. Il cel. organista della corte, Blithemann, fu il primo suo precettore, egli giunse per le sue lezioni a tal perfezione, che la facoltà di Oxford, nel 1586, lo creò baccelliere d'un voto unanime. Dopo la morte del suo maestro, l'istessa accademia gli conferì il grado di dottore dell'università di Oxford, e lo nominò nel tempo stesso organista della real cappella. La regina Elisabetta lo prepose nel 1596 come primo professore nel collegio di Gresham, e gli veniva ingiunto di dare il suo corso interamente in lingua inglese. Cinque anni dopo intraprese un viaggio nei Paesi-Bassi, in Francia ed in Germania per ristabilirsi in salute, e fecesi ammirar da per tutto. Il successore di Elisabetta, Giacomo I il nominò nel 1607 suo organista, posto nel quale spiegò egli tutti i suoi talenti. Verso il 1620, fece un secondo viaggio in Germania, e morì a Hambourg nel 1652, in età di 60 anni. Egli contribuì molto al miglioramento del contrappunto, dello stile fugato e canonico, che erano allora nell'infanzia. Il dottore Pepusch preferiva le opere di Bull a quelle di Couperin, di Scarlatti ec.; questi le ha raccolte con somma diligenza, e dinotate scrupolosamente, trovandosene pochissime stampate. Per la vita di Bull v. Marpurg memor. storic. crit.