[Esame delle riflessioni critiche]
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[Avviso a' lettori]
[Note]


ESAME
DELLE RIFLESSIONI CRITICHE

SOPRA IL DIZIONARIO STORICO CRITICO
DEGLI SCRITTORI DI MUSICA &c.
DELL' AB. GIUSEPPE BERTINI

Tanti non est, ut placeum tibi. Martial

Vantavasi Arlecchino in sulle scene di aver fatto molto rumore al mondo, perchè servito avea alcun tempo di tamburo in un reggimento. L'autore di queste riflessioni con maggior ragione di Arlecchino può vantarsi di aver fatti de' rumori nel mondo letterario, or con una lettera, poi con un'altra, come Musico: poi con un Panegirico, come Oratore: e finalmente con le presenti Riflessioni, come Critico[1]. I primi ed ultimi accessi della sua tipomanìa non gli hanno prodotto che sintomi musici, e da queste sue riflessioni musico-critiche ben può giudicarsi, s'egli possiede l'arte di far rumore: Sunt verba, et voces, prætereaque nihil. Ma lasciamo da parte queste bagattelle, andiamo al serio.

Credendosi costui essere un gran barbassoro, alza cattedra di critica, di logica, di musica, ed in tuono della più ridicola pedanterìa, dà avvertimenti, spaccia delle massime, profferisce sentenze. Attacca egli da prima il titolo del mio Dizionario come meno modesto di quello de' Signori Choron, e Fayolle (di cui non ne sa che il solo titolo da me riferito nell'Introduzione), perchè costoro si contentano di chiamare il suo solamente Storico, ed io ho dato in oltre al mio il nome di Critico. Nel suo Lexicon, critico impertinente e satirico sono sinonimi, ed in questo senso infatti possono dirsi critiche le di lui riflessioni. Io non starò qui a dar la vera idea di tal nome, poichè da niuno fuorchè da lui s'ignora. Veggiamo però (sono sue parole ) quanto in conseguenza dell'intento condotto a fine, possa il nuovo dizionario del Bertini meritare il titolo che lo decora; e diamo a questo autore qualche utile avvertimento per la continuazione della sua opera. Si ammiri quì la modestia del nostro critico, e la generosità insieme di comunicare i suoi lumi. Pria che io gli faccia le mie scuse, di non esser ito in cerca delle sue vaste cognizioni, e gliene renda le dovute grazie per avermi in ciò prevenuto, favorirà dirmi ubi litteras musicas didicit? Dai bei libri, di cui egli ha regalato sinora il pubblico intorno alla musica, non dà certo grande idea delle sue cognizioni musicali, anzichè dà a divedere abbastanza, quanto sia in dietro rapporto alla conoscenza de' nuovi progressi di quest'arte, e scienza, e da migliori e più recenti scrittori, cosichè parmi che non sia egli in istato di darmi qualche utile avvertimento per la continuazione della mia opera, di cui quasi si lagna di non aver ancora felicemente che un sol volume, quasi che io mi fossi seco o col pubblico obbligato di dare in pochissimi giorni il compimento dell'opera.

Esaminiamo dapprima (prosiegue egli) l'introduzione per formar la quale confessa l'autore essersi servito dell'opera di M. Choron, Principes ec. All'ombra di questo celebre scrittore il Sig. Bertini spaccia delle opinioni che ci sono sembrate ardite, poco musicali e niente filosofiche. In ogni parola non vi scorgete che bile, malignità, contraddizione. Per far presente a' miei lettori sotto quanti e quali rapporti può considerarsi la musica, in una nota dell'introduzione a piè di pagina io li avverto che a formare un tal quadro mi sono servito dell'eccellente opera di M. Choron; ed egli ciò malignamente rileva, quasichè accusar mi volesse come plagiario, titolo che esclusivamente a lui cedo, e che a ragione egli merita per le sue rapsodie musicali, o lettere pretese filarmoniche. Chiama quindi celebre scrittore M. Choron, senz'avere altra notizia dell'esistenza di questo autore e de' suoi scritti, che dal mio Dizionario, ed all'ombra di costui, dice egli di aver io spacciate delle opinioni a suo parere ardite, poco musicali e niente filosofiche. Se queste opinioni appartengono a M. Choron, come par ch'egli l'insinui, perchè lo chiama celebre? Se non sono di costui, perchè dire che io le ho spacciate all'ombra del medesimo? Questo gran maestro di logica non sa abbastanza difendersi dai parologismi e dalle contraddizioni.