Ducerceau (Giov. Ant.), gesuita nato a Parigi, e morto a Veret nel 1730. Oltre le opere ch'egli ha lasciate, nelle Memorie di Trevoux vi ha molte di lui Dissertazioni sull'antica musica, ch'egli scrisse contro il sentimento di Burette, e che oggidì più non meritano di esser lette.

Duclos, nell'antica Enciclopedia a l'artic. Déclamation vi ha di lui la spiegazione fisica delle diverse specie di voce. Un altro Duclos, meccanico di Parigi, nel 1787 presentò alla Scuola reale, un ritmometro di sua invenzione, in cui si riconobbe una superiorità sopra tutti gli stromenti presentati sino allora in questo genere.

Dumas (Luigi), nato a Nimes nel 1676. Le matematiche, la filosofia, e le lingue l'occuparono interamente: il suo spirito era assai metodico ed inventore; la sua immaginazione viva e feconda. Egli morì nel 1744. Abbiamo di lui: L'art de transposer toutes sortes de musique sans être obligé de connoitre ni le tems, ni le mode, a Paris 1711 in 4º. Molti e tra gli altri Rousseau hanno proposto sì fatti sistemi curiosi ed inutili: “ma siccome nel fondo (dice questo stesso filosofo), correggendo gli antichi difetti co' quali si è fatto già un uso, non facevamo tutti che sostituire degli altri, di cui si ha ancora da acquistar l'abito, io credo che il pubblico saggiamente ha fatto di lasciar le cose come sono, e di rimandar noi ed i nostri sistemi nel paese delle vane speculazioni.” (Dictionn. art. character. de musiq.)

Dumont (L'Ab.). Se gli dee l'invenzione d'un grande istromento di musica, a cui diè il nome di Consonante, e che partecipa del cembalo e dell'arpa. La sua forma è di un gran clavicembalo messo a piombo su d'un piedistallo che ha le corde dalle due parti della sua tavola, le quali si toccano della stessa maniera che nell'arpa. (V. Encyclop. method. de musiq. p. 315).

Duni (Egidio Romualdo), nato nel 1709, a Matera nel regno di Napoli, fu messo all'età di nove anni nel conservatorio della Pietà, dove studiò sotto il celebre Durante. Assai giovane fu ricercato in Roma per comporvi un'opera; e trovossi, con suo disgusto, in concorrenza con Pergolese, di cui era grand'ammiratore ed amico. Fu eseguita da prima l'opera di Pergolese, che si ricevette assai male; e pochi giorni appresso, quella di Duni incontrò moltissimo: ma in vece di andar superbo di quell'avventura, egli disse, consolandolo a Pergolese: O mio amico! o mio maestro, costoro non ti conoscono! Una musica naturale, variata e pittoresca, una deliziosa e soave melodia era il distintivo carattere delle composizioni di Duni. Quando se gli voleva opporre ch'egli non faceva fracassi: Io bramo, rispondeva, lunga vita al mio canto. Marmontel, nel suo poema inedito su la musica, impiega più versi nel far con ragione l'elogio di questo grande artista. Egli morì il dì 11 giugno del 1775 nel 66º anno di sua età.

Dunstable (Giov.), così detto dal luogo della sua nascita presso Bedford in Inghilterra, morto nel 1453 o 1458, che alcuni scrittori Tedeschi, tra' quali Marpurg, hanno confuso fuor di proposito con Dunstano Vescovo di Cantorbery, il quale viveva quattro secoli prima. Quest'autore contribuì ai progressi della musica in Inghilterra, e dell'arte in generale d'una maniera assai considerevole, cosichè alcuni scrittori poco giudiziosi e male instruiti gli hanno attribuito l'invenzione del contrappunto, assurdità dimostrata da tutti i monumenti storici (V. Encyclop. method. art. contrepoint p. 347). Quel che vi ha di vero egli è, che gl'Inglesi, a riserba di poche eccezioni, sono stati in ogni tempo i più cattivi musici dell'Europa, e che il solo merito, che essi abbiano nella musica, si è di saperla pagar bene. Il trattato di Dunstable intitolato De mensurabili musica, si è perduto, ma ne han fatto menzione alcuni scrittori di quel tempo, o poco posteriori, come Tomm. Morlay, e Gaffurio.

Dunstano, vescovo di Cantorbery sulla fine del 10º secolo, era assai perito nella musica di quel tempo, e dicesi di aver inventata un'arpa assai singolare che sonava da se sola, per cui, in que' tempi di profonda ignoranza fu accusato dinanzi al re di magia. Oltracciò diede egli un organo alla badia di Malmesbury, stromento che cominciava allora a divenir comune, e fece di poi lo stesso regalo a molte chiese, o monasteri. Alcuni scrittori Tedeschi lo han confuso con Dunstable, come poco fa si è detto. Dunstano morì nel 988 (V. Enciclop. method. p. 81).

Durante (Francesco), nato in Fratta vicino a Napoli nel 1693, fu allievo nel conservatorio di S. Onofrio sotto la direzione del celebre Alessandro Scarlatti. Venne in Roma spinto dalla fama di B. Pasquini e di Pittoni: faticò cinque anni sotto questi due gran maestri, ed apprese dal primo l'arte del canto e della melodia, e dall'altro tutte le risorse del contrappunto. Tornò, quindi in Napoli, e diessi alla composizione; ma travagliò quasi unicamente per la chiesa, e nulla scrisse mai pel teatro: nel catalogo delle sue opere non veggonsi in fatti che pochissime cantate e duetti da camera, ed un picciol numero di musica strumentale. Il genere di musica da chiesa e gli studj furono dunque gli oggetti, a' quali diessi principalmente. Per il genio e l'arte che vi diè a divedere, egli pervenne all'acquisto del più sublime grado di gloria, e ad essere riguardato come il più classico di tutti i moderni maestri. Durante è quegli che ha stabilita la recente tonalità; in questa parte egli è ciò che fu il Palestrina nel genere antico, se pure nol sorpassò. Niuno ha saputo meglio di lui l'arte di fissare il tono, di guidare la modulazione e di stabilire un'armonia ben conforme al senso della frase musicale. A tal riguardo merita egli di servir di modello a tutti i compositori per l'avvenire, ed egli è la più sicura guida che possa adottarsi. In quanto al genere di sua composizione, i motivi sono semplici, ed a primo colpo d'occhio sembrano anche mediocri; ma sono realmente così ben concepiti, e maneggiati con tant'arte e genio che sa trarne effetti prodigiosi. Egli sa applicarvi tutte le forme immaginabili, e non mai se non quelle che convengono, di modo che sa sempre interessar l'ascoltante, e gli lascia il desiderio d'intenderlo ancora; lo che tanto più è sorprendente che la sua maniera è severa e seria, ed in generale poco egli sacrifica alle grazie. Al merito di esser divenuto Capo-scuola e modello per le sue composizioni, unì Durante anche quello di essere stato un gran professore. Sino dal 1715, egli era maestro del conservatorio di S. Onofrio: era ancora alla testa di quello dei Poveri di G. C. quando il cardinale Spinelli, arcivescovo di Napoli, lo distrusse per farne un seminario. Dalla sua scuola sono sortiti i più illustri compositori delle generazioni posteriori. Tali furono Pergolese, Sacchini, Piccini, Terradeglias, Guglielmi, Traetta, Dol, Finaroli, Speranza, che tanto han reso celebre la scuola di Napoli nel 18º secolo. In una parola, tutta l'attuale scuola non è che un'emanazione di quella di Durante. Egli era un uomo flemmatico, sofferente, imperturbabile, e superiore a tutte le traversie: ebbe tre mogli, la prima delle quali fu una vera Santippe, che col suo imperioso carattere, co' suoi capricci, e soprattutto colle sue dissipazioni per giocare al lotto, tenne in continuo esercizio, e pose alle più ardue prove la di lui pazienza. Obbligavalo a faticare, sino a privarlo dell'ore necessarie per il sonno. In occasione di un giro, ch'ei fece per l'Italia, al suo ritorno trovò vendute tutte le sue carte, il di cui prezzo era stato erogato dalla moglie in soddisfare l'accennata sua passione: e però gli fu d'uopo ricominciar da capo a comporre la sua musica per le chiese. Quando finalmente ebbe la sorte, che il cielo il liberò da una sì tormentosa compagna, sposò la propria serva; e morta indi ancor questa, si maritò pure con un'altra donna di suo servizio. Per un atto singolare della sua filosofica imperturbabilità si è rimarcato, che in occasione di aver perduta la seconda, cui teneramente amava, non solo dispose egli senza la menoma agitazione tutto quel che occorreva pe' di lei funerali; ma dippiù nelle preci, che fece cantare in casa, presente il cadavere della medesima, assistette egli stesso di presenza e regolò colla battuta i cantanti. Quest'uomo invidiabile ugualmente pel suo carattere, che per la sua abilità cessò di vivere in Napoli nel 1756, in età di sessant'anni in circa. Le di lui composizioni dovrebbero essere in tutte le scuole ed i conservatorj di musica, come son divenuti classici i suoi Partimenti in tutta l'Europa. Il dotto Carpani saggiamente riflette sul motivo perchè le opere del Carissimi, del Pergolesi, del Durante, per quanto ancora si vantino per tradizione, hanno molto scapitato nelle nostre orecchie? “Ancora le giudichiamo venerabili, egli dice, ma quasi ognuno preferisce d'udire un rondò d'Andreozzi, un quartetto di Tarchis, una scena di Mayer, ed anche di men pregiati scrittori, anzichè alcuna di quelle composizioni che si credevano il non plus ultra della musica da' nostri antenati. Donde ciò, se non dal non esservi un vero bello riconosciuto, e canonizzato per tale nella musica?” (Lett. XI.)

Durieu (M.) pubblicò nel 1793, in fol. Nouvelle Méthode de musique vocale, a Paris, come ancora une Méthode de violon. Queste due opere gli han meritato un posto tra i buoni professori per l'ammaestramento.

Dusseck (Giovan Luigi), nato a Czalau in Boemia nel 1760, da una famiglia che ha da gran tempo prodotto più bravi artisti; dall'età di dieci anni cominciò i suoi studj in uno de' primi collegj dell'università di Praga. Oltre la letteratura antica e moderna coltivò la musica, e profittò moltissimo delle lezioni di un benedettino, che lo esercitò in tutti i contrappunti. In Amburgo ebbe la sorte di vedere il celebre Emmanuele Bach, e di profittar de' suoi consigli: partì quindi per Pietroburgo, e fu trattenuto dal principe Radzwill che gli propose un vantaggioso partito. Alcun tempo di poi venne in Parigi, ma la rivoluzione l'obbligò ben presto a partire, passò in Inghilterra e restò in Londra nel 1800. A quest'epoca, pensò egli di riveder la sua patria, dove viveva ancora suo padre celebre organista, cui da 25 anni non aveva più veduto. Mr. de Talleyrand, principe di Benevento lo volle quindi in sua casa, ed egli morì in Parigi in marzo 1812 di quarantadue anni. Questo celebre artista pubblicò 70 opere per il forte-piano, tra le quali distinguonsi le Adieux à Clementi, e le Retour à Paris; a cui in Londra si è dato il nome di plus ultra, per opporla ad una sonata di Woelff detta Nec plus ultra: ed in oltre una Messa solenne, composta a Praga, e più Oratorj in tedesco, de' quali il più bello si è la Risurrezione di Klopstok. Il suo Metodo per il piano-forte in lingua tedesca, impresso da Breitkopf, è certamente il migliore per i principianti.