Holberg (Luigi barone d'), morto in Parigi nel 1754, era della Norvegia: nel corso de' suoi viaggi fu ricevuto membro dalla società di Oxford. In Parigi prese amicizia col P. Castel, e fu da lui istruito sulla pretesa musica de' colori. Malato di quartana, usò, ma in vano, tutti i mezzi di guarirne, quando un giorno al tornare di un concerto, in cui aveva provato sommo piacere, trovossi interamente ristabilito.

Holder (William), dottore in teologia, e autore di un'opera intitolata: Of the natural grounds etc. cioè Sulle ragioni naturali e i principj dell'armonia, Londra 1694 in 8vo.

Holfeld, meccanico di Berlino quivi morto nel 1771. Sulzer ha fatta la descrizione d'un nuovo istrumento inventato da Holfeld all'Accademia di Berlino, nel di cui gabinetto di macchine ne fa il vero ornamento, destinato a notare e scrivere i pezzi di musica, a misura che si eseguiscono sul cembalo. “Io aveva detto solo a quest'uomo quasi unico per le invenzioni di meccanica (dice Sulzer), che desiderava ch'egli provasse il suo genio intorno a questa macchina, di cui nel 1749 Unger in una lettera all'Accademia ne aveva data solo l'idea. Tre settimane dopo Holfeld fece trasportare in mia casa l'istrumento totalmente compito. Dal dettaglio, che io ne darò, i conoscitori vedranno che questo genio quasi unico per l'invenzione sapeva eseguire per le vie le più semplici delle cose, che priachè si fossero vedute, sembravano quasi impraticabili. Questa macchina consiste in due cilindri applicati al forte-piano, in maniera che uno riceve la carta che si svolge dall'altro canto mentre si suona.” Memoir. de l'Acad. de Berlin 1775, t. 27. Egli è inoltre l'inventore di un cembalo a corde di budello, sotto le quali trovasi un arco guarnito di crine, che vien messo in moto da una piccola rota; lo stesso M. Sulzer lo presentò al re di Prussia.

Holzhaver (Ignazio), nato in Vienna, dove studiò il contrappunto sotto la direzione del cel. Fux: ma per acquistare più cognizioni e formare il suo gusto viaggiò più volte nell'Italia, fu in Venezia, in Milano, e in Roma nel 1756, per sentire principalmente la cappella del Papa, venne in Firenze, in Bologna e nuovamente in Venezia, e s'avvide che da per tutto in Italia cominciava a dicadere sensibilmente la scuola del canto. In Torino scrisse per il R. teatro la Nitteti nel 1757, ed ebbe molto successo: l'anno d'appresso scrisse per Milano l'Alessandro nell'Indie, e la sua musica fu con tale entusiasmo ricevuta, che fu quivi ben 30 volte replicata. Nel 1776, compose più opere per il gran teatro di Manheim, e divenne maestro di cappella dell'elettor palatino. Quivi egli morì nel 1783, in età di 72 anni. La Giuditta, la morte di G. C. ed il giudizio di Salomone, e molte messe di lui sono pregiatissime.

Hullmandel (Niccola), uno de' primi sonatori di forte-piano dell'Europa, di cui sono state impresse due opere per quest'instrumento nel 1780. Egli è il primo, dice M. Gretry, che ha unito le due parti delle sue sonate, di modo che non si ripetano servilmente: un passaggio intermedio vi unisce spesso le due parti per non farne che una. M. Hullmandel è l'autore dell'articolo Clavecin nell'Enciclopedia metodica della musica, e nel 1791 era stabilito in Londra.

Hurlebusch (Federico), nato a Brunswick, fu da prima maestro di cappella del re di Svezia, e quindi stabilì la sua dimora in Amsterdam. Per formarsi nel gusto della musica, percorse egli giovane per tre anni l'Italia, dove cominciò il suo Trattato dell'armonia, che terminò e diè al pubblico a Brunswick nel 1726. Le sue composizioni sono così piene zeppe d'arte, e di bizzarrie, che secondo l'espressione di Lustig, se ne rimangono in magazino come pietre. Egli è morto circa 1770.

Huyghens (Cristiano), dotto olandese e gran matematico del secolo 17º, figlio di Costantino Huyghens, consigliere del principe d'Orange, ed autore di un trattato impresso a Leide nel 1641 Dell'uso ed abuso degli organi. Cristiano sin da' più teneri anni studiò sotto la direzione di suo padre, le mattematiche, la geometria e la musica. Delle sue opere faremo solo quì menzione del Novus Cyclus harmonicus, che può anche leggersi nel tom. IV, dell'Histoire des ouvrages des savans, Leyde 1724, in 4º. Egli morì all'Haja nel 1695.


J

Jackson (Will.), compositore di musica e scrittore di molto spirito, nato a Exeter, ove morì nel 1803 in età di 73 anni. Dopo di aver ricevuta un'ottima educazione, studiò i principj della musica sotto il maestro della cattedrale di Exeter, e perfezionossi quindi sotto la direzione di Travers, celebre maestro di Londra. Nel 1777 divenne maestro della cattedrale del suo paese, e venne riguardato in Inghilterra come uno de' migliori compositori del suo tempo. Nel 1769, pubblicò in Londra Songs op. 7, e l'anno d'appresso la sua opera 9, di sonate pel forte-piano con violino, cantici, inni, odi, e un'elegia a tre voci. Le sue produzioni letterarie sono: On the present state of music, cioè: Dello stato attuale della musica, in 12º, di cui vi ha una seconda edizione; Trenta lettere sopra diversi soggetti, che hanno avuto tre edizioni; Le quattro età in 8vo, e Diversi Saggi ec.