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Mably (ab. Gabriele Bonnot de), maggior fratello del cel. abate de Condillac, parente del Cardinale de Tencin, è morto in Parigi nel 1785, egli non era che suddiacono. Vi ha una superba edizione delle di lui opere in 15 vol. in 8vo pubblicata in Parigi dall'ab. Brizard nel 1794, tra queste si trova di Mably rapporto alla musica, Lettres a Mad. la marquise de P. sur l'Opera, la cui prima edizione è del 1741, in 12º.
Mace (Thomas), distinto in Londra fra gli amatori di musica fece quivi imprimere Music's monument ec. cioè Monitore delle migliori opere pratiche di musica che siano sinora comparse in fol. 1676. Nella storia di Hawkins vi ha il di lui ritratto.
Machault (Gugl. de), nato circa 1284, viveva sino al 1369, poeta francese, cameriere del re Filippo il Bello. In un manoscritto delle sue poesie trovansi le note della musica, che erano allora in uso, e di cui fa menzione il Rousseau (art. valeur des notes): vi si trova in oltre una Messa in musica notata a quattro parti, che si crede essersi cantata nel 1364, nella consecrazione di Carlo V, re di Francia. M. Perne ha messo in partitura ed in note moderne questa messa, ch'è molto curiosa ed un monumento atto a far conoscere lo stato dell'arte in quell'epoca.
Macrobio (Ambros. Aurelio), di genere consolare, fiorì a' tempi di Onorio e Teodosio II, nel quinto secolo dell'era cristiana. Egli ha scritto molte cose sulla musica ne' suoi Saturnali e nel Sonno di Scipione. “La musica in questo tempo era tutta diatonica e cromatica; ed il genere enarmonico de' Greci più rinomati fu stimato da Macrobio più che difficile. Chiamò egli il cromatico infame, proprio solamente delle persone, che allettavano al vizio con la delicatezza del canto: lodò solo il diatonico puro estremamente, come particolare dell'armonia de' cieli e dell'universo.” Da questo saggio ben può conoscersi qual guazzabuglio d'idee sulla musica contener doveva la testa di Macrobio. Egli giunge sino a negare il canto stromentale significativo, tanto in uso presso agli antichi musici della Grecia. Il dire le sottili minutezze de' tuoni, de' semituoni, (egli scrive commentando il sogno di Scipione) e quello, che ne' suoni per lettera, per sillaba, e per intiera parola si prende, è da vano ostentatore, e non già da precettore. (V. Requeno tom. 1, cap. 11)
Madin (Arrigo), nativo d'Irlanda era di Verdun: fu maestro di cappella del re in Parigi dopo Lalande, e morì a Versailles nel 1748. L'abbate Madin oltre a più mottetti assai stimati in Francia scritti da lui per la cappella reale, è autore di un Trattato di contrappunto impresso a Parigi nel 1742, che ebbe colà qualche stima, benchè sia questa un'opera men che mediocre, e meritamente oggidì posta in dimenticanza.
Maelzel, primo meccanico dell'imperatore d'Austria, si rese a Parigi nel 1806, per far conoscere al pubblico il Pan-harmonicon, di cui è l'inventore, capo d'opera di meccanica, che offre un concerto di stromenti da fiato, e 'l di cui scopo è di produrre l'effetto di una grand'orchestra. L'artista ha saputo combinare con quest'istromenti i timballi, una gran cassa, un'altra più piccola per la musica turca, i cembali, il triangolo ed alcuni altri nuovi strumenti inventati dall'autore, per surrogarli in qualche maniera a que' di corda. Il Pan-harmonicon eseguisce un numero considerevole di pezzi di musica del genere il più sublime, tra' quali si distinguono l'eco di Cherubini, e varj pezzi di Steibelt, di Mozart, d'Haydn ec. Ciò che sorprende soprattutto nell'esecuzione di tai pezzi, egli è che tutti i chiaro-scuri di forte, di piano, e d'espressione sono marcati con tanto di precisione che di gusto. V. Quatre Saisons du Parnasse 1807 p. 250.
Maelzel (Leonardo), fratello del precedente, abile professore di musica e compositore, dopo sei anni di fatica ha inventato ancora a Vienna un nuovo strumento di musica di una gran perfezione. Seguendo il consiglio di alcuni intendenti, gli ha dato provisoriamente il nome di Armonia di Orfeo a motivo dell'effetto straordinario che produce sugli uditori. Esso ha la forma di una cassa, che posata orizontalmente presenta cinque piedi quadrati di superficie, e tre piedi di profondità. I tasti abbracciano lo spazio di cinque ottave; basta toccarli lievemente per trarre senza verun rumore de' suoni, come di fiato che si prolunga per tutto il tempo, che il dito non abbandona il tasto, e che ad arbitrio possono rinforzarsi, o addolcirsi, esso imita perfettamente la voce umana, ed i suoi suoni non sono meno melodici, che quelli dell'armonica, senza essere così penetranti. I maestri Salieri, Giuseppe Weigl, Gyrowetz, Preindel, Hymmel, e Förster fanno i più grandi elogj di questa singolare invenzione. (V. Registro polit. della Sicilia n. CXXXI, Londra 27 Dicembre 1814 e Journal des decouvert.)
Maggiore (Ciccio o Francesco), napoletano, compositore di brio e di gusto ha scritto delle opere in musica in varie città dell'Europa ch'egli ha percorso. Morì in Olanda circa il 1780; riusciva egregiamente nel render in musica le grida di differenti animali, genere basso e spregevole. I raggiri della cantatrice, 1745, e gli scherzi d'amore, 1762, sono le migliori delle sue opere.
Magir (Giov.), uno de' letterati distinti e de' migliori musici del suo tempo a Brunswick. Nel 1596 egli diè la prima edizione della sua opera a Francfort intitolata, Artis musicæ methodice legibus logicis informatæ libri duo ad totum musices artificium et rationem componendi valde accomodati. Avendola quindi interamente rifusa, la pubblicò nuovamente a Brunswick nel 1611. Egli morì d'apoplesia nel 1631. V. Walther.