E rovesciando panca e scranne, e dalla rapina non accorgendosi dello sbellicarsi che i quattro facevano; si trascinò fino all'uscio, tempestando colpi colle mani e coi piedi, da parere un dannato.
Pei corritoi si sentirono i passi frettolosi dei padri che accorrevano; e un aprirsi di celle, e un interrogarsi da un capo all'altro che fosse; tutta la frateria fu in un baleno sossopra. Ai quattro giovani, cominciarono a tremare le gambe, per lo sbarraglio cui s'erano posti; ma fattisi animo, aprirono la finestra della cella, un dopo l'altro saltarono nell'orto, e all'ultimo mise l'ali un grido selvaggio, del padre Anacleto. Perchè un raggio di lume dal corritoio, si era posato per la toppa sul ventre del frate; il quale capita a un tratto la brutta canzonatura, si volse imbestialito per acciuffare il primo dei ribaldi che gli fosse caduto tra l'ugne. Ma i birboni non v'erano più…. Ahimè! E la frateria affollava l'uscio; la voce del guardiano, chiedeva al padre Anacleto che aprisse; i guatteri, il cellaio, i cuochi, andavano di su, di giù, bracaloni pel chiostro; e si fu appena a tempo di fermare il sagrestano che già entrava in chiesa, per dare nella campana gridando: ai ladri!
Intanto che il padre Anacleto, aperto l'uscio, s'ingegnava a dare ai frati chi sa qual ragione del caso suo; i quattro amici camminavano verso C…, narrandolo a Giuliano per filo e per segno. E Rocco ascoltando, annuvolava fieramente, e provava nelle braccia tale un prurito, che se non fosse stata la tema d'offendere il signorino, agguantati volta a volta due dei quattro nequitosi, gli avrebbe sbattuti l'uno contro l'altro, come ciabatte vecchie e polverose. Canzonare a quel modo un frate, gli pareva cosa da essere punita con un buon abisso spalancato improvviso sotto i piedi; e a tratti si turava le orecchie per non udire quel racconto. Nè di questo pigliava diletto Giuliano, troppo occupato dalle proprie cure; ma quando in riga di commiato alla narrazione, uno dei quattro parlò della festa nuziale, seguita quel giorno, e pel padre Anacleto finita con quella burletta; egli si sentì arricciare la vita. E udì da essi, che il frate aveva menato vanto d'essere stato lui a raddurre Bianca nell'obbedienza del padre; a farle preferire l'Alemanno a un tale che amava da morirne; e udendo, colla destra nello sparato della camicia s'abbrancava le carni per modo, che maggior dolore non gli avrebbe recato l'artiglio d'uno sparviero. Gli altri continuavano a dire della cerimonia, dello sposo e della sposa; parevano gli amici di Giobbe intenti a straziare l'amico; ed egli guardando in alto, quasi a chiedere consiglio a qualcuno di lassù: più degli astri che risplendevano silenziosi e tranquilli; più dell'inno che si levava dalla natura verso il regno dell'anime; più dell'amore com'egli l'aveva sempre inteso, gli parve bella la morte. Dunque, colui che gli aveva tolta la donna sua, non era quel soldato straniero, ma un uomo della sua terra, della sua lingua, un frate; quel frate che aveva predicato a D…. la quaresima, e che sua madre aveva tanto lodato? Oh! se non fosse stato il pensiero di lei cui aveva già dati troppi scontenti; se non fossero state quelle sue parole di morte, che solo a rammentarle gli toglievano ogni forza; che sì che sarebbe tornato al convento, e aspettato tanto che quel frate venisse fuori, gli avrebbe insegnato a leggere nel vangelo! Ma sua madre…., sua madre l'aveva nella fantasia, nell'atto in cui era rimasta sulla soglia di casa sua, ad accennargli colla mano di tirare innanzi; e ne udiva la voce gridare: «pace, pace, perdono; va alla tua ventura» e volle obbedire.
«Vieni tu con noi, a vedere il ballo?—disse finalmente uno degli amici a Giuliano, fermandosi a mezzo il borgo, in capo a un vicolo, dal quale s'udiva venire un suono di strumenti festoso.
«O perchè no?—sclamò egli provocato da quel suono come da un'ingiuriosa parola:—andiamo e vediamo la sposa!
«Signorino—disse Rocco, accostandosi a lui in guisa da non farsi udire dagli altri:—sua madre mi raccomandò di accompagnarlo oltre il confine, prima che sia giorno….
«Ho io ucciso qualcuno?—rispose il giovine—stai pure, mia madre a quest'ora è tranquilla.»
Fosse stata a vederla; povera signora Maddalena! Una mano di soldati Alemanni le mandavano in quell'ora la casa sossopra; chiedendole del figlio, come se loro avesse avvelenato l'acqua e l'aria, e rubato la corona al loro Imperatore. Ed essa, non badando allo strazio che le facevano d'ogni cosa; camminava col pensiero dietro a Giuliano, e lo stimava arrivato in terra della repubblica; e benediceva donna Placidia, venuta a farle la carità d'avvisarla.
Marta, non potendo altro, fece le corna agli Alemanni tutto il tempo che stettero a frugare; e per la prima volta trovò che Giuliano non aveva avuto torto a maledirli, quella tal sera della pasqua passata. E anche don Apollinare, le pareva scaduto di molto: ond'essa guardando a squarciasacco dalla banda del castello, pregava di tanto in tanto ch'ei fosse nei panni della signora, egli che sapeva dire dal pulpito al popolo della pieve tante parole di carità.
In quell'istessa ora, il pievano seduto sul suo seggiolone, con una gamba accavallata e dondollata sull'altra, se la faceva colla sorella, raccontandole come Sua Eccellenza il generale Alemanno, avesse saputo da Torino, che il figlio della signora Maddalena era fuggito alla giustizia, la quale lo cercava per congiurato ai danni del re e della religione; e che confidatosi a lui del carico datogli di farlo acchiappare se mai si fosse rifugiato a D…, egli l'aveva supplicato a far di notte, per minor vergogna, non del reo, ma di sua madre.