«O che adesso siamo al temporale?—diceva egli—eppure non veggo una nuvola larga come un luigi d'oro, chi la volesse pagare!» E alzava gli occhi a guardare il cielo, terso da un capo all'altro come uno specchio. Ma quel rumore, quel mugolìo, cresceva cresceva; il pover'uomo stupiva sempre più; e ad ogni svolta donde si potesse scoprire più lontano, avrebbe giurato di vedere spuntare all'orizzonte le nuvole malvagie piene di tempesta.
Mentre egli pensava all'uve, alla grandine e al ricolto pericolante; la signora toccando Marta leggermente col gomito, le additò di là del torrente una viuzza aspra, che menava ad un casale, accovacciato in fondo a una valletta squallida e brulla. Marta guardò, e vide una compagnia di contadini, i quali facevano corteo ad un feretro coperto d'un lenzuolo bianco, e portato da quattro disciplinanti.
«Là c'è un morto; disse segnandosi Anselmo, che forse udendo qualche verso delle litanie dette dietro quel feretro, aveva posti gli occhi addosso alla comitiva: «il Signore abbracci l'anima sua.» E si mise a bisbigliare qualche preghiera.
L'ora, la vista che facevano quei camminanti, le pietose parole d'Anselmo, rozzo uomo, e buontempone, aggiunsero tanto allo stato della signora Maddalena, che il suo pensiero si arrestò lì. In cambio del morto vide colla fantasia sè stessa al gran passo, e una voce interna le disse: «colui se non altro ebbe il conforto di spirare tra i suoi; ma tu quando sarà la tua ora, dove morirai e come; e in man di chi?» Morire per essere sepolta nella chiesa del suo villaggio, là dove erano stati chiusi suo marito, il suocero, la suocera, tutti i parenti ch'essa non aveva conosciuti, e che avrebbe trovati nel sepolcro e nell'eternità, era cosa cui pensava talvolta anche con certa gioia; ma andare a giacere in altre tombe, quale sgomento!
Essa si sprofondava in questi pensieri; e il calesse giungeva là dove la valle s'allarga improvvisa nella pianura di C…, ampia e deliziosa, com'è descritta in sul principio di questa istoria; e nel lato opposto a quello donde il calesse arrivava, chiusa dai monti di San Giacomo, del Settepani, da tutta la giogaia; sui fianchi della quale, gli uni di là, gli altri di qua, si fronteggiavano da mesi, e assai da vicino, gli imperiali e i repubblicani.
Le selve di quei luoghi aspri, parevano in quel momento incendiate; e al fumo che sorgeva a viluppi in parecchie parti, s'indovinava una battaglia, della quale non si udiva che quel mugolio, parso ad Anselmo di tempesta vicina.
«Oh! oh!—sclamò egli, fermando il calesse così d'un tratto, che le viaggiatrici n'ebbero scossa la persona—altro che temporale! Vegga, vegga, signora Maddalena, non vede che guerra su quei monti lassù?»
La signora Maddalena strappata a' suoi pensieri lugubri dalla scossa e da queste parole, sporse il capo guardando da quella parte, verso la quale Anselmo teneva tesa la frusta: e Marta balzata in piedi sul calesse, si faceva colla mano solecchio per vedere meglio quello scompiglio lontano.
«Oh poveretti noi! di lassù a qua non vi sono sette ore di cammino…» cominciava a gridare Anselmo.
«Correte, frustate, chiedetemi il sangue, purchè s'arrivi!—interruppe la signora—mio figlio è lassù… lo sento… lo so… me l'uccideranno! correte…, o Anselmo, non mi volete portare? Oh la guerra! la guerra! anderò da me…!»