Chiacchierando della signora Maddalena, e compiangendola d'essere madre di quel Giuliano, sui fatti del quale tiravano giù a distesa; giungevano a piè del castello, che già l'Alemanno aveva accompagnata in chiesa la povera Bianca, come ogni mattina, a udire la messa. E venutosi a sedere colle gambe spenzolate dal muricciolo del sagrato, stava osservando certe nuvolette, che parevano proprio nascere sulle lontane cime dei monti verso il mare. Erano le stesse nuvolette, che avevano fatto fare ad Anselmo l'improvvisa fermata, che abbiamo veduto. Capiva l'Alemanno che quello era il fumo d'una battaglia, e guardando pensava: «ieri il sagrestano ha pur detto il vero; lassù i miei amici combattono, ed io sto qui inoperoso! Ma questi sono tutti luoghi fatti a posta perchè gli uomini vi si ammazzino tra loro; e un palmo di terra per esservi sepolto, ve lo posso trovare anch'io da oggi a domani. Così resta finita ogni cosa.» Assorto in questi pensieri, egli non aveva badato ai due strani cavalieri, che venivano su per la via torta del castello; e non li vide se non quando furono lì, per arrivare sulla spianata. All'agitarsi delle loro mani levatesi a salutarlo; alla vista del padre Anacleto, che gli sorrideva con aria paterna; il sangue gli andò da capo a piedi come un fuoco; dovè fare uno sforzo per rattenersi dal maltrattarlo; e toltosi dal muricciolo, aiutò lo suocero a smontare, ma al frate non disse nulla, nè lo guardò punto.

«O che non mi conosce più?—sclamò questi stendendogli la mano. Allora l'Alemanno si fece più torvo, e rispose asciutto: No!

«Come!—disse il signor Fedele, guardando il genero ma dal naso in giù soltanto, perchè fissarlo negli occhi non avrebbe potuto:—che non conosciamo più il padre Anacleto?

«Che siamo già sulle baie così di buon'ora?—aggiunse il frate, sul medesimo tono del signor Fedele.

«Io,—gli rispose l'Alemanno severo—non credeva mai di trovare in
Italia un frate della sua sorta. La prego di lasciarmi in pace.»

E preso il suocero pel braccio, lo trasse con sè. Questi teneva la testa bassa più che non la tenesse il muletto che si menava dietro a cavezza; e quando osò alzarla un tantino, fu per dare alla sfuggita un'occhiata al frate, quasi per dirgli che per carità se n'andasse. Non gli pareva manco vero di non sentirsi anch'esso scacciato; e gli si accaponì la pelle, quando il genero di su la soglia della chiesa, additandogli Bianca inginocchiata dentro gli disse: «Essa è là, ma in questo momento non prega per me!»

Non sapendo che rispondere a questo lamento, il signor Fedele si volse a guardare indietro, ma il padre Anacleto non v'era più. Costui aveva capito che proprio l'Alemanno non faceva per celia; e indovinando così alla grossa la cagione del suo cruccio, s'era ingegnato a voltare l'asina, la quale dopo molte strappate, riuscita a porsi cogli orecchi a quella volta dove aveva la coda; discese di castello con molto travaglio; trapassò il borgo a pie' di questo; e infilò la via che non credeva dover rifare così presto, con quel po' di peso sopra la groppa.

«Ah! l'ingrato scortese!—borbottava il frate fuggendo—se questa è la creanza che t'hanno insegnata dalle tue parti, tu devi essere uno di quei baroni, che in dodici non ne fanno uno dei nostri! Io mi sono stillato il cervello per darti una moglie, mi metto a questi passi col po' di sole che c'è, con questo po' di marrani paesani tuoi che farebbero ingiuria al paradiso; tutto per venirti a vedere…: e tu mi fai l'accoglienza del lupo? Scacci come uno straccione un frate, che ha dette per te tante bugie…? vai, che ho lavato la testa all'asino; ma nulla nulla che la palla mi balzi destra, se io non le do mio danno, vedrai!»

Facendo queste ed altre querele, il frate s'allontanava da D…, invelenito per quell'accoglienza inattesa. Tirava anche i suoi conti sul bel guadagno avuto in quel negozio; e oltre l'ingratitudine dell'Alemanno, gli sommavano l'inimicizia di quel Giuliano, il quale avrebbe potuto trarlo chi sa in che guai, massime se le cose dei giacobini finivano a bene… Questo pensiero gli faceva sudare le tempia; e Marta che lo credette occupato d'alte cose, quando lo vide la seconda volta passare vicino al calesse, senza dire nè ai nè bai; forse gli fu più giusta di Anselmo, che gli tirò dietro a campane doppie, come abbiamo visto! Al primo guado che trovò varcò il torrente; e maledicendo la propria ventura, e macchinando di ricattarsi sul signor Fedele, si ridusse mortificato al convento.

Intanto il padre di Bianca, rimasto sulla porta della chiesa di D… se la discorreva col genero, che gli aveva fatto riporre il muletto da quel suo servitore, il quale diveniva sempre più afflitto e taciturno, a misura che gli pareva di vedersi dar ragione dal tempo, su quel matrimonio riuscito male. Aspettavano essi che la sposa uscisse di là dentro, dove non erano che due altre donne, inginocchiate lontane tra loro, quasi fossero state gelose di non far indovinare l'una all'altra, la grazia che chiedevano al cielo. L'Alemanno non aveva detto parola sul fatto della sera innanzi, e il signor Fedele non era stato sì matto da entrargliene; anzi temendo d'esservi alfine tirato, finse di spazientirsi del vedere la figliuola star tanto in chiesa; e chiese licenza di salire dal pievano, per una ambasciata che disse d'avergli a fare. Dando gli ultimi tocchi ad un suo disegno, fatto lì per lì, s'avviò frettoloso al presbiterio.