Don Marco s'avvide pel primo che essa era morta. Allora andò alla finestra, la spalancò e guardando il cielo, che già faceva l'aurora, disse: «o Maddalena, te beata, che ora almeno tu sali!»
A quelle sue parole, venne su dal piazzale un singhiozzo. Egli si curvò per vedere che fosse, chiedendo: «chi piange costaggiù?»
«Dunque anch'essa è morta?» rispose Bianca venuta dietro donna Placidia, e rimasta a piè dei gradini dell'atrio, tremante come si sentisse rea di quella morte.
«Essa vive!—proruppe don Marco, non riconoscendo quella voce:—ecco la sua glorificazione! Udite?» Così dicendo, volse la faccia verso l'alcova, tenendo le braccia tese fuori della finestra, la testa alta, la persona ritta che pareva ringiovanito. Un suono di strumenti guerrieri, un concento di migliaia di voci che cantavano l'inno dei Marsigliesi, si levava in quel punto dai campi Francesi così alto, così di sentimento, che la valle n'era commossa, come da qualche cosa di sovrumano.
Giuliano, caduto in tale stupore che pareva coll'anima nell'eternità; udendo i canti e i suoni Francesi avvicinarsi a invadere il borgo; provò uno spasimo grande, si levò ritto, baciò in fronte la madre, e uscì di casa a furia. Marta, che appena spirata la signora, presa da chi sa quale pensiero, era corsa mezzo soffocata dai singhiozzi, a nascondere gli schioppi del giovane in cucina; incontrandolo nella sala terrena così stravolto, ebbe nel suo dolore tanta forza di lodarsi della sua pensata. E provandosi a rattenerlo, corse dietro lui sin nell'atrio; ma là si fermò, per un'altra scena dolorosa, in cui a prima giunta non capì nulla. Vide donna Placidia che s'affaticava a trascinar una giovane, lontano da quella casa: e la giovane si difendeva, pregando per carità di essere lasciata lì, che essa non faceva male a nessuno. Ma appena spuntò Giuliano dall'atrio, parve che a colei fossero stati troncati i nervi; e cadde, poveretta, di sfascio gridando:
«Giuliano, Giuliano, per la morte di vostra madre, non mi maledite!»
Egli stette un istante, come colto da vertigine; si cacciò le mani nei capelli; fu per prorompere in un fiero lamento; ma fattosi forza, quasi avesse a rompere una catena che gli si stringesse ai polsi, tirò diritto senza dire parola. Gli pareva d'aver uno alle spalle, che gli gridasse: «cammina, va, piglia la via dei monti—le selve, le solitudini, il cielo…. là troverai tua madre!» E così senza scegliere, tirando innanzi come uno che si rimetta in una guida che non può fallire; traversò il torrente, guadagnò una vetta dell'opposta sponda, poi un'altra ed un'altra; salì, salì non sentendo fatica, non affanno di petto; e giunse in cima al più erto dei gioghi di Montenotte. Oh se avesse potuto struggersi, dileguarsi, svanire come ombra, lassù! Vi regnava una pace! Il mare splendeva poco lontano, azzurro, liscio, solitario; e gli parve che nulla di più bello dell'esser sepolto nel silenzio eterno di quei fondi. Ma spuntava dall'orizzonte una vela bianca, sottile, che procedeva come cosa impavida; il mare era bello, ma quella era la vita! Le foreste lì sotto a lui stormivano incurvate dal vento, mandando suoni di voci misteriose. Quelle foreste verdeggiavano, prosperavano da secoli, godevano forse; ma che lutto se pei loro folti non si fossero intesi i colpi delle scuri, i canti dei boscaiuoli, i tintinaboli delle mandre alla pastura! Giuliano ascoltava, contemplava sentiva il pregio infinito del poter vivere per onorare in sè stesso la madre morta; e nel cuore gli veniva la calma che i dolori dello spirito danno al sapiente.
CAPITOLO XXII.
Marta, da noi lasciata sbalordita nell'atrio, non ebbe bisogno di farsi dire chi fosse la giovine donna, gittatasi ai piedi del signorino. Essa l'indovinò alle parole di lei, all'atto di Giuliano; e lanciatasi nel piazzale coi pugni stretti, le si sfogò contro con voglia crudele.
«Coraccio di tigre! E ancora osa di venire a piangere qui? Dio, Dio di misericordia, sviatemi la mente da queste tristizie; ma non so chi mi tenga ch'io non la sbrani! Vada, vada a piangere altrove, che qui per lei non v'è posto..! vada, che del male che ci ha fatto, le ne chiederà conto Dio al suo tribunale!»