E così dicendo, dava sdegnosa le spalle alla giovane e a donna Placidia, trasecolata a quello scoppio d'ira della fantesca. Bianca presa dall'affanno, teneva gli occhi nella vecchia, che volgendosi bieca a guardarla ancora, tornava in casa. L'infelice si pregava di potersi umiliare tanto, che il disprezzo di quella donnicciola, le cadesse sul capo come dall'altezza d'un trono. Ma in quella usciva dall'atrio don Marco, dicendo a Marta: «Non così.. Marta… un po' di carità… la signora Maddalena non avrebbe detto tante brutte parole!» Egli, dalla camera della morta, aveva inteso Marta sclamare a quel modo; aveva capito che le parole di lei non potevano esser volte che a Bianca; e indovinato alla grossa il fatto, veniva a mescolarsi a quest'altro dolore.
Lo vide appena, e Bianca si levò in piedi, come le fosse rinata la speranza: ma la prima parola del prete, le tornò a stringere il nodo che le faceva l'angoscia.
«Bianca… come?—diceva egli—e tuo marito?
«È morto—rispose per essa donna Placidia:—lo hanno ucciso i
Francesi.»
Don Marco giunse le mani: stette pensoso un istante, forse dubitando che tanti guai non fossero possibili così a un tempo; forse avvisando a quel che poteva fare per la sventurata: poi disse a donna Placidia: «allora l'accompagneremo a suo padre.»
«Ah no…! no!—esclamò Bianca; ma il prete interruppe:
«E vorresti rimanere qui, dove gli infelici sono già tanti?»
Bianca chinò gli occhi, assentendo coll'animo al volere di don Marco: il quale rientrò in casa, a dire a Marta e a Tecla che non si movessero, che avrebbe raccomandata la casa ai Francesi amici di Giuliano; che sarebbe presto tornato; poi rivenuto a Bianca, se la prese in mezzo con donna Placidia, e mossero verso il vicolo, che metteva al ponte.
Arrivavano in quella i Francesi, sempre con quei suoni e con quei canti, scoppiati nell'istante che la signora Maddalena era spirata. Un corteo di cavalieri, raccolti a piè del colle su cui sorge il castello, parevano star a vedere i soldati, che andando a porsi a campo oltre il borgo, passavano dinanzi a loro, col trionfo negli occhi. Ma in verità, da quel posto, miravano la campagna e i colli, su cui avevano combattuto il giorno prima; maravigliati del come gli Alemanni avessero abbandonate le inespugnabili strette del borgo, e facendo i conti al sangue, che sarebbero loro costate per conquistarle.
Don Marco si accostò senza tema a quei cavalieri; e da uno di essi si fece dire qual fosse il capo.