Il loro colloquio durò un'altra mezz'ora; durante la quale, il signor Fedele, pur avendo il capo ai rifiuti di Bianca, seppe così bene non farsi scorgere, che parve tutto occupato del suo interlocutore. Questi poi, prese commiato; rimanendo tra loro che l'indomani si sarebbero riveduti per condurre a termine ogni cosa; ed essendo già l'ora dell'abbassare del giorno, se n'andò tutto solo a passeggiare sotto gli olmi, e a guardare la via, se vedesse Bianca tornare.
Aveva bell'aspettare; e in verità, sarebbe stato meglio per la fanciulla essere su quella via, perchè in casa aveva a passare un triste momento. Suo padre, vistosi solo, fece come colui che giunge a strapparsi il bavaglio che l'affogava. Uscì in un largo respiro, e a passi lenti, accigliato, con una mano tormentandosi la coda tirata sul petto, coll'altra agitando la catenella d'uno dei due orologi che aveva nelle saccoccie della sottoveste, fu dinanzi a Bianca; la quale non era più sola, la zia e Margherita essendole venute in camera poco prima. Le fu dinanzi:
«E se—disse, quasi continuando il discorso—se voi non lo sposerete, neanche se fosse il figlio del Re; in coscienza il barone sposerà voi, dovessi strapparvi la lingua, per farvi dir sì!»—E volto alle due con grand'ira: «E voi che fate? Levatevi di tra piedi!
«O babbo, o cognato!—sclamarono la cieca e Margherita: e questa gli abbracciava le ginocchia, quella tendeva le mani come per cercare le sue. Ma egli respingendole e gridando che non aveva nè cognata nè figlie, le mise fuori della camera, chiuse le finestre, andando e tornando come forsennato; e fu di nuovo sopra Bianca, pallida, silenziosa, seduta, colle mani abbandonate sulle ginocchia, come un'antica vergine cristiana, che ne' sotteranei del circo stesse aspettando d'essere data alle fiere.
«Orsù—ripigliò—a qual giuoco si fa tra noi? Parliamoci corto: lo sposerete?»
E Bianca umile e mansueta: «non posso.
«Non posso!—urlò il padre—non voglio, dovete dire! Ed è una trista parola, per risponderla ad un padre della mia sorta! Chi mi vi ha fuorviata a questo modo? Ho inteso dire che le fanciulle osano talvolta innamorarsi!… impallidite? Ditemi la parola, che vi veggo lì sulle labbra; ditela che me la possa appiccicare bene qui, all'orecchio…! Dunque voi volete bene a qualcuno? Forse io so a chi…., ma non voglio saperne il nome da voi…., no…., sarei viso da farlo ammazzare…!»
Bianca diede un grido, il padre incalzava ghignando.
«Se domani, udiste dire da qualche feminetta di quelle che passano per la via: «hanno ammazzato il tale…. Oh! no no…, non temete, per ora non lo farei….; ho bisogno di tranquillità…. E la troveremo la tranquillità; stassera partiremo…., andiamo alla villa; voi non ve ne accorgete, ma siete ammalata….; se foste sana dovreste domani essere qui a parlare col barone, e sareste tale da guastarmi ogni cosa….; alcuni giorni di malattia, e do' sesto al vostro cervello, e all'altre faccende; e fra tre o quattro settimane si faranno le nozze. Vedete? il sole va sotto…., fra un'ora s'andrà….»
Spinse l'uscio, e vedendo damigella Maria e Margherita, che non s'erano potuto staccare di là dalla tema che egli percotesse Bianca; «anche voi,—proseguì—anche voi cognata, e tu pure pupattola mia, tutti alla villa, a godersi la primavera! Oh le buone donne, che io ho in casa…! Vedete, Bianca? Pregano Dio che vi tocchi il cuore, e vi renda il senno. Pregate, preghiamo….» E se n'andò.