Alla vista dei due, Bianca fu quasi colta da capogiro: sentì gli ultimi pensieri di rispetto che aveva pel prete, cozzare coi nuovi postile in mente dal padre Anacleto, e involarsi; appunto come avevano fatto poco prima i colombi alla sua apparizione. E Don Marco, con voce impressa d'affetto pietoso le disse:
«O Bianca; sono venuto a vederti, e tu non mi dici nulla…, che pensi, che fai?…»
Essa chinò gli occhi e rispose:
«Io non ho nulla a dire… faccio quello che il Signore comanda…, obbedisco mio padre….
«Dunque tutto quell'affetto….
«Ho pianto abbastanza;—interruppe Bianca—e non voglio peccare, pur col rammentare il passato…»
Don Marco rimase come uomo che acciechi improvvisamente. Aperse le braccia, guardò in alto, e senza più dire parola, uscì di quella casa, dove gli pareva di sentirsi strozzare. La famiglia del cascinaio lo vide allontanarsi quasi fosse perseguitato da qualche nemico; e vide anche il padre Anacleto venir sulla soglia, e fargli dietro una croce, per mandarlo segnato e benedetto. Questi, rientrando, stava per fare le feste di quella sua nuova vittoria; quando tastoni, ansante, pallida come una morta, veniva giù della scala madamigella Maria.
«E voi—sclamava—voi avete scacciato Don Marco? Scacciate dunque me pure!»—E così dicendo faceva atto d'andarsene sola. Senonchè il cognato, il padre Anacleto, la stessa Bianca le furono attorno, e ingegnandosi di trattenerla, questa diceva:
«O zia, Don Marco se n'è andato da sè…, io gli dissi che farò quello che mio padre vuole, ed egli rimase contento che il Signore m'abbia illuminata….
«Illuminata!—diceva singhiozzando la cieca: dunque tu andrai lontana?… tu m'ingannavi?… Fu nulla tutto quello che io penai per te… o Bianca, Bianca!…» E presa tra le mani la testa di lei, le baciava i capelli, la fronte, la bocca, per tutto dove in quella angoscia le cadevano le labbra.