Una gente doppiò superba e vana:

Qual buon nocchiero in fortunoso mare

Non s’abbandoni lasso

A paura e sconforto

E della sua virtù non si ricreda.

Campa la rea procella e giugne a porto;

Così venisti confidente al passo,

Onde non è chi rieda,

Certo che ancor, se miseri e prostrati,

Splendidi foran della patria i fati.