[85]. Il Carducci morì il 16 febbraio allo ore 1,28. Aveva avuto un attacco d’influenza l’8 febbraio, del quale il 12 pareva guarito, tanto che espresse il desiderio di alzarsi; ma il 14 tornò la febbre con bronchite e pneumonite, che tolsero subito ogni speranza di guarigione.

[86]. Data nella prima lettera, con la quale il Carducci parlava della malignità del suo critico.

[87]. Così sta questo verso nella prima edizione delle Rime (San Miniato, 1857); e così fu riprodotto in tutte le altre fino all’ultima delle Poesie complete in un volume. È singolare che l’autore non si accorgesse che la rima non è esatta, o che, se se ne accorse, credesse bene di non correggere.

[88]. Debbo le prime due di queste lettere alla cortesia del professore Adriano Augusto Michieli, che le copiò per me dalla Marciana di Venezia, ove conservansi con altre carte del Carducci. La terza fu stampata nel Giornale d’Italia 30 marzo 1907 a cura del signor G. Emilio Curàtulo. Le altre due le pubblicai io stesso nel fascicolo del maggio 1901 della Rivista d’Italia.

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.