Così comincia l'Inno secondo.

L'ara è a Bellosguardo, dove il poeta dimora, e dove scrive il suo carme. Le sacerdotesse sono le tre belle signore che sopra ho nominate, ciascuna delle quali ha suoi speciali attributi nel culto che il poeta rende alle amabili Deità.

La Nencini, abile suonatrice d'arpa, rappresenta la grazia simboleggiata negli effetti della musica; la Martinetti, piena di spirito e cultissima, la grazia della fantasia espressa nell'amabilità della parola; la Bignami, gentile danzatrice, la grazia apparente al guardo dall'eleganza delle forme nei moti del ballo.

La descrizione della suonatrice d'arpa è uno dei più bei pezzi del Carme, anzi della moderna poesia, denso di pensieri, abbagliante d'immagini, affascinante di suoni come una sinfonia rossiniana. Sentite:

Già del piè delle dita e dell'errante

Estro, e degli occhi vigili alle corde

Ispirata sollecita le note

Che pingon come l'armonia diè moto

Agli astri, all'onda eterea e alla natante

Terra per l'oceàno, e come franse