«Non solamente è vero» rispondeva la spia in sottana, «ma vi so dire che in Ravenna giorno e notte si stanno fabbricando cartuccie¹, e che vi esistono fucili sufficienti per armare Volontari e popolazione.»

¹ Storico.

A queste spaventevoli notizie gli occhi del grasso prelato ruotavano nell'orbite foschi ed infuocati: quasi per istinto appoggiò le due mani sui lati del seggiolone in atto di alzarsi e fuggire, ma sopraffatto dal peso corporeo, si lasciò ricadere, e le polpute sue mani sostaronsi a sostegno della pancia (santuario della negromanzia) alquanto scomposta dall'unico movimento, e vi rimasero come per proteggere quel fetente ricettacolo, ove finalmente vanno ad avvolgersi e seppellirsi, sotto gli auspicii della menzogna, pudore, coscienza e dignità umana! Vedendo Sua Eminenza spaventata l'astuto Gesuita volle profittarne: «E non vi sarebbe modo» diceva il birbante «di sbarazzarsi di tutta questa canaglia, colla volontà e permesso di Dio» (sacrilegio perenne di questi assassini che fanno Dio complice dei loro misfatti?) «Non vi sarebbe, dico, qualche mistura nel cibo da provvedersi? La causa della nostra religione è tanto santa, tanto gradita al Padre Eterno che l'olocausto di alcuni rompicolli sarebbe a lui piacevole.» E qui citò in latino un buon numero di passi delle loro favole—ove Dio per fare piacere ad un popolo di vagabondi usurai sacrificava altri popoli innocenti.

Il prelato, spalancando tanto d'occhi al ritrovato infame del suo perverso collega, raggrinzò le labbra fingendo disapprovazione, ma dagli occhi suoi traspariva certo godimento dell'anima sua da cocodrillo. Al mercenario pure non dispiaceva la gesuitica scoperta, ma per mantenere quella presuntuosa superiorità che la dappocaggine dei discendenti degli Scipioni ha concesso ai mercenari stranieri in questo sventurato paese: «Viva Dio, esclamava, alzandosi dal seggiolone in tutta l'altezza della sua statura al disopra dell'ordinario,—«Viva Dio! le carabine de' miei soldati potranno presto mettere all'ordine questi briganti! (e se non avesse parlato in presenza di due indigeni egli avrebbe magnificato il suo discorso con brigands d'Italiens, frase favorita con cui ci onorano generalmente i nostri vicini d'oltr'Alpi.)

«Sì, ma questi briganti, signor Generale (ripigliava il Loyolesco), sono gente risoluta che conoscono ed hanno odorato la polvere un tantin più che l'ha fatto Vostra Signoria Illustrissima al pacifico servizio e viver beato di Sua Santità. E poi sono sostenuti da una popolazione che non burla e di cui sino i bambini sanno maneggiare il fucile.»

Il soldato in livrea colla solita aria di Rodomonte lisciava i baffi, sollevava il capo e sembrava minacciar le nubi.—Il porporato continuava a fissare spaventato il Gaudenzio, ma un sintomo evidente di terrore invadeva il concistoro.

In quel momento una moltitudine di popolo si accalcava sotto le finestre del palazzo e cominciava a vociferare. E se aumentasse il disturbo dei tre nemici dell'Umanità, lo lascio pensare al lettore.

CAPITOLO VIII.

UNA DIMOSTRAZIONE.

Fatti e non ciarle, ci vogliono,
per rimediare le miserie umane.
(Autore conosciuto.)