In un momento l'infelice fanciulla fu ricacciata sul suo sedile, la portiera richiusa, e ad ognuno degli sgherri fu ingiunto dal loro capo di non mover la mano dal saliscendi sino a raggiungere la destinazione.
E qual era la nuova destinazione?
Ida non la conosceva certamente, e probabilmente nessuno ancora, giacchè Gaudenzio avea determinato la direzione a mezzogiorno, ma non avea egli stesso fissato il sito di reclusione destinato alla bella cattiva, avendo a sua disposizione molti conventi, fortezze e castelli. Tale è la potenza di questa setta di demoni, indispensabili a tutti i despotismi che servono come spie, delatori e birri, e dei cui mezzi immensi dispongono liberamente. Io non mi accingerò a descrivere la setta diabolica che prende il suo nome dal giusto, e che lo prende giustamente per mascherare le sue nefandezze. Moderno proteo, maledetto dal mondo che ne conosce le scelleraggini, esso sparisce ove un lume di libertà si mostra che lo abbaglia e lo annienta; ma ritemprato sulla soglia della tirannide, la spinge a dilatarsi, la suscita, la fomenta, ove ne trova il minimo germe, e solo quando i popoli, imbrattati della ruggine dei loro ferri, li scuotono, l'infrangono, e ne scaraventano i rottami sui loro oppressori, allora il proteo sveste le odiatissime sue forme, e fuggendo l'ira giustissima degli oppressi, ricomparisce altrove, e sotto aspetto sorridente e moderato dice: «anch'io sono liberale!» Quando l'inferno vomitava il gesuita ed il prete che son tutt'uno, ei ben sapeva di regalare all'umanità, la quintessenza dell'orrido suo ministero.
Il miserabile despota della Francia, sostenitore primo del gesuitismo, vive di esso e per esso. Egli iniziò il suo impero con una menzogna: l'impero è la pace! preludio d'altre infinite menzogne, mentre sapeva non potersi sostenere senza la guerra. E tali sono la maggior parte de' moderni potentati dell'Europa, seduti sull'ingiustizia e la prepotenza abbisognano della nera setta, che patrocinano per ingannare le nazioni. Non mi accingo, ripeto, a descrivere il Gesuitismo. Penne ben altrimenti famose della mia già ne assunsero l'incarico e svelarono i mezzi di cui esso può disporre. Spia, agente poliziesco e pervertitore d'ogni tirannide, ma particolarmente di quella più schifosa ed abbominevole che siede in Roma, ed a cui esso deve ubbidienza diretta ed immediata, quando non riesce a soverchiarla a forza d'astuzia e d'insolente impudenza.
Il Gesuita rappresenta la malizia umana: quando ai primordi della società, un astuto poltrone capì che si poteva vivere lautamente, ingannando, alle spalle degli imbecilli che lavorerebbero per lui, egli fu gesuita, fu prete, fu negromante, e le moltitudini lo venerarono. Da quando i detrattori d'Aristide gli diedero l'ostracismo, dai farisei che crocifissero Cristo, e da questo agli eminentissimi di Roma, che vendono la loro patria allo straniero per nuotare in ogni specie di libidine, esiste sempre il Gesuita, e non so se peggiori gli antichi de' moderni. Comunque sia il Gesuitismo, come il pidocchio, si genera dal sudiciume, dall'ignoranza e dalla miseria!
Prima di quel tale pugno, Gaudenzio era stato incerto sulla scelta del luogo di reclusione per Ida, ma dopo di quel solenne pugno, egli così ragionò tra sè: «Altro che conventi, per quello diavoletto! Esso è capace di mettervi fuoco, o alla peggio uscirne sotto veste di monaca frequentatrice. Poi, quei fratacci son così ghiotti delle belle creature, ch'è veramente un affare serio affidarlo alle loro ugne.
«A Roma!… nemmen per sogno! Fra tanti avoltoj del Sanfedismo, non resta in mio potere 24 ore.
«A San Leo dal mio amico e protetto, cavalier Volpone. Egli è vecchio e avarissimo, ed abbisogna del mio patrocinio per sottrarsi alle galere, ove i suoi furti lo condurrebbero certamente.»
A San Leo dunque! ed il Gesuita si sarebbe fregato le mani come le fregava Archimede nei suoi sublimi ritrovati, se certo agglomerarsi di sangue nel naso non lo avesse obligato di tener la destra occupata con un fazzoletto.
Da Ravenna a San Leo v'è un bel tratto, e certo abbisognò il Lojolesco di tutta la sagace sua malizia, per condurre la nave a buon porto. Egli largheggiò non poco col cocchiere, acciocchè scansasse ogni sito pericoloso, massime poi coll'incontro dei rompicolli a camicia rossa, per i quali il fiuto squisito a trovare birbanti è tradizionale. La stessa prodigalità usò co' mascalzoni compagni.