Ida era guardata a vista; ove si sentiva gente, i tre le tenevan la mano sulla bocca, anche a rischio di soffocarla.—Povera ragazza! essa capiva che era inutile ogni conato, e si conformava alla sorte sua sventurata. Le stesse precauzioni eran prese quando si trattava di cambiare cavalli, e ciò succedeva possibilmente nei siti meno frequentati.
Per pratico che fosse il cocchiere e ben pagato, egli non poteva sempre scostarsi della grande via Emilia che percorre le Romagne dal settentrione al mezzogiorno, e che passa per la maggior parte dello spazio che dovea transitare la nostra comitiva per giungere da Ravenna a San Leo, molte miglia a libeccio di Rimini e di San Marino.
Dopo d'aver percorso la strada da Ravenna a Forlì quindi a Forlimpopoli—e come si toccavano quei poveri cavalli! e quante promesse al cocchiere ed agli altri!—era giunta la carrozza tra Forlimpopoli e Cesena verso le 3 pom., quando nel giro del contraforte d'una collina, uno squillo di tromba fece un effetto tremendo fra i tre custodi d'Ida. Essa pure ne fu scossa meravigliosamente, abbenchè in senso contrario, riconoscendo in quel suono la tante volte udita e cara tromba dei Volontari. La giovinetta si scosse tra gli osceni tocchi de' suoi persecutori, come sotto l'impulsione dell'elettrico. Il Chercuto diventò pallido come un cadavere, e s'avvinghiò freneticamente al corpo della sua vittima, tremando e quasi supplicandola. I masnadieri, consci del pericolo della situazione, ma meno codardi del prete, la strinsero villanamente e s'incaricarono da soli di guardare membra e bocca dell'infelice fanciulla.
Intanto a poca distanza si sviluppava il superbo corpo dei Volontari, in numero allora di ottocento uomini, composto per la maggior parte della gioventù scelta d'ogni provincia italiana. Ed era quella gioventù che i preti spacciavano per ladri e malviventi!!
I Volontari avevan meriggiato a destra e sinistra della strada, e la tromba suonava a raccolta per pigliar la marcia verso Cesena.
Era piacevole spettacolo per anime patriottiche il vedere quella vispa e coraggiosa gioventù, che abbandonando gli agi d'una vita splendida, s'incamminava a spargere il proprio sangue per la redenzione della patria! Oh! si può essere superbo d'aver guidato sui campi di battaglia quella eletta parte della Nazione!
Così non dicevano i traditori, di cui disgraziatamente abbonda ancora questa terra infelice!
Se un pittore avesse potuto penetrare collo sguardo in quel momento nell'interno della carrozza, ove stavano i quattro viaggiatori, sicuramente egli ne avrebbe ricavato uno sbozzo da non invidiare qualunque dei più interessanti.
Abbisognava la robustezza dei due ladri della nostra eroina, per trattenerla dal precipitarsi fuori del veicolo. Essa avea tentato quanto era umanamente possibile ad una fanciulla di quattordici anni; morsi, graffiature, pugni, contracambiati con minacce di morte degli assassini e da brutalissime violenze per impedirla di muoversi, e sopratutto di gridare.
La colonna dei Volontari sfilava sullo stradale e la carrozza doveva fronteggiarla necessariamente in quasi tutta la sua estensione; Gaudenzio, con una mano all'insanguinato naso, teneva coll'altra la fanciulla per il vestito; ma macchinalmente, poichè l'indecente prete era più dell'altro mondo che di questo dalla paura. L'occhio stralunato di quel perverso misurava il numero dei Volontari, ma senza fissarsi in nessun degli individui che componevano il corpo, ognuno gli sembrava ugualmente formidabile e spaventoso. Era atterrito, convulso, nessuno ei fissava! quando un grido come di morente, sgorgato dalla gola del ministro di Satana, provò ch'egli avea distinto qualcuno. E veramente la bella e gioviale fisionomia di Martino Franchi, su quella magnifica quadratura di spalle s'era riflessa nell'occhio del prete, ed avea fatto nell'anima sua perversa l'effetto della testa di Medusa. La reminiscenza di quel terribile colpo di bottiglia, e l'orrida scena di Ravenna si affacciarono alla mente sua, come se fossero per ripetersi in quel momento. L'occhio di Franchi colpì l'occhio sinistro del Chercuto, ma colla mano sul volto, pallido e sfigurato com'era, non fu possibile riconoscerlo. Guai! se Martino lo avesse indovinato! Altro che bottiglia, e cavalcata di somaro!