Ma giunga un'ora, in cui si ricordi d'esser uomo, alza la fronte, dà una scossa alla ferrea rete, in cui lo avevano avvolto, e la frantuma sulla cervice del malvivente che l'opprimeva.

Tale fu l'epoca del 48, e se l'Italia, invece di trovare una caterva di moderati grandi e piccoli, avesse trovato un uomo capace di guidarla nel modo ch'era d'uopo, essa avrebbe fatto miracoli, e non sarebbe sempre da capo a ricominciare insurrezioni.

Gli ospiti di San Leo, prigionieri e custodi provarono pure l'orgasmo dell'epoca, e ciò che ostava che si desse fuoco alla fortezza cogli strumenti di tortura, d'aguzzini e diavoli, era quella specie di rispetto che rimaneva per il Papa riformatore, sentimento però che si affievoliva ogni giorno a misura che il prete scuoteva l'apparenza da liberale con cui s'era mascherato sino alla fuga per Gaeta, compimento delle negromantiche imposture.

Lascio pensare qual sorpresa fu per Cantoni d'incontrare il suo amico in San Leo, sangue della Madonna! fu l'esclamazione di Cantoni al ravvisare Leonida. Essi erano stati veri amici e certo sarebbero corsi nelle braccia l'un dell'altro, benchè in servizio il secondo e prigioniero il primo, se un certo rispetto militare non avesse trattenuto ambedue. Essi però non mancarono di vibrarsi reciprocamente uno sguardo d'intelligenza e massime l'ufficiale che avea qualche anni di più del suo giovine amico, dissimulò il sentimento d'amicizia e si ritirò nella sua stanza.

CAPITOLO XX.

L'ERGASTOLO.

E l'uomo e le sue tombe,
E l'estreme sembianze e le reliquie.
Della terra e del ciel travolge il tempo.
(FOSCOLO.)

San Leo ridotto ad ergastolo, ne avea assunto nell'interno la nauseante fisonomia; il prete più ancora del tiranno, è ingegnoso per tali specie di stabilimenti.

Al circuito esterno della mura in parte diroccate, ma tuttora altissime, corrispondeva il cortile interno, circolare pure, con due linee di balaustrate a ringhiere, corrispendenti a due piani d'abitazione.

Sotto i due piani, che potrebbero chiamarsi di viventi, e che abitavano custodi e guarnigione, ne esisteva un altro sotterraneo che si poteva intitolare delle sepolture. Vi si scorgevano delle pusterle, che avevano l'apparenza piuttosto di portelli da cannoni, come usasi a bordo delle navi da guerra, che di porte d'entrata d'abitazione umana. Eppure tali usci mettevano nell'interno di fetidi sotterranei, testimoni secolari d'ogni scellerata atrocità dei preti, e occupati oggi da infelici prigionieri politici, cioè da generosi patriotti vittime del Papato, che avean cospirato contro il più abbominevole dei governi. Alcuni di essi languivano alcuni da molti anni, quasi dimenticati da un mondo che non dovevano più rivedere poichè se v'è tirannide implacabile e che non perdona, essa è certamente la teocratica, composta di gente senza cuore, senza coscienza, che edifica la sua esistenza di menzogna sul cielo, e che più d'ogni altro genere di perversi sulla terra si è consacrata ai godimenti mondani.