Spinta da tali considerazioni la signora C. recossi nella città delle Lagune, e tanto fece presso quelle supreme autorità da ottenere il rinvio del figlio, al che Leonida stesso acconsentì, colla condizione che sua madre accorderebbe il suo arruolamento nella Legione Romana, allora in formazione sul continente.
Il governo del Papa aveva destinato un distaccamento di tale legione a San Leo e, contrariamente all'inclinazione di Leonida, a lui toccò l'esoso incarico di far da carceriere ai prigionieri dei preti.
Condizione degradante è veramente quella degli eserciti moderni, destinati per la difesa della patria, a dover servire di birro ai capricci di mascherato despotismo, opprimendo quello stesso popolo ch'essi dovrebbero proteggere e difendere!
Da pochi giorni dunque era entrato Leonida in San Leo di guarnigione, quando giunse la rapita nostra eroina.
Sul principio il giovine faentino, s'era quasi deciso a chiedere la demissione e rinunziare l'esoso incarico di far parte della guarnigione d'un ergastolo da preti. Ma avendo rinvenuto in San Leo vari prigionieri politici, che il liberale Pio IX, non avea ancor trovato modo di liberare, si decise di pazientare per poter esser utile agli infelici patrioti. Supplicare il governo dei preti per la liberazione dei generosi che languivano in carcere per la stessa causa allora dal regnante e dal Papa millantata, era fiato sprecato, e persuaso di ciò Leonida stava preparando la fuga di quanti amici politici si trovavano nella fortezza. Ora poi, la faccenda si complicava. E chi sarebbe mai la bellissima fanciulla, che con tanto mistero erasi introdotta in castello?
Non sarà essa una nuova vittima di quei neri nemici del genere umano? E liberarla, se essa è veramente infelice, non è opera degna d'un giovane di vent'anni?
Oh! come il cuore batteva forte al Volontario all'idea della meditata impresa, e l'occhio poi della fatale fanciulla avea compito la generosa risoluzione del Romagnolo.
Nel duello successo in Cesena tra Risso e Ramorino, Cantoni era stato uno dei testimoni di Risso, e le leggi romane, rigorose sul duello, avevano obligato il Comandante della legione italiana a dover condiscendere alla reclusione del Cantoni per qualche tempo per sottrarlo a maggiori disturbi.
E qual sito di reclusione si destinò a Cantoni? San Leo—vedete che combinazione! E chi trova in San Leo Cantoni subito giuntovi? l'antico amico e compagno di collegio Leonida!—L'uomo è figlio della circostanza; l'eroe d'oggi non lo sarà più domani. E dove sono i settanta di Cairoli, i mille di Marsala, e i tanti prodi dei cento combattimenti che si sostennero in questi ultimi tempi contro lo straniero? Essi oggi fanno l'amore, si affollano nei caffè, nei teatri, e molti credendo di servire la patria, hanno vestito una livrea, servono un governo perverso e legano il padre e la madre se sono comandati dai loro superiori. Ciò si chiama disciplina e lo sarebbe se non si servisse il governo del privilegio. Eppure quella stessa gioventù che domani vi farà dell'eroismo, oggi si mantiene muta, stupefatta davanti a fatti vergognosi diretti da una mano di miserabili faccendieri.
L'uomo, lo ripeto, è figlio della circostanza; umile, dimesso, accovacciato e pauroso, egli passa la maggior parte della sua vita calpestato da poca canaglia.