«Questi valorosi, che voi avete conosciuto ed ammirato in dieci combattimenti, e che il mondo crede nemici d'ogni disciplina, sono la gente più disciplinabile che vi sia. Essi hanno scelto questa vita errante, piuttosto che rimanere al capriccio dei candillos¹ che sotto il nome di Repubblicani, altro non eran che capi assoluti della Repubblica, non meno despoti dello stesso tiranno di Buenos-Ayres. Lo Statuto era per loro un patto che serviva solo a velare il loro dispotismo ed a far sancire dai sedicenti rappresentanti del popolo, da loro stessi creati, ogni specie di nefandezze.
¹ Candillos, capi militari.
»Io li ho raccolti in questi deserti e vi assicuro che in quindici anni che ne sono capo, non ebbi a lamentarmi una sola volta di loro.
»Noi scansiamo quanto possibile incontri con gente del Governo, ma certamente ogni volta che fummo cercati, ci trovarono, e la mia gente in nessuna circostanza combatte tanto volentieri quanto contro le livree.
»A noi un buon cavallo serve per ogni cosa, e quando è stanco, ne troviamo subito un altro in questi immensi campi ricchissimi di ogni sorta di bestiame.¹
¹ Io ho veramente veduto quelle campagne dell'America meridionale, coperte di vaccine, cavalli, pecore, scimie da far meraviglia.
»I momenti d'ozio noi li occupiamo a far selle, lacci, bolle¹, maniadores² e tutto che ci abbisogna per la vita materiale. E voi capite quanto sia necessario di tener in regola ogni nostro arnese indispensabile ad ogni ora per vivere e combattere.
¹ Le palle di ferro ricoperte di cuojo e rannodate con coreggia,
di cui gli Americani si servono con gran destrezza.
² Coreggia più lunga per legare i cavalli.
»Anche la vita morale è qui in onore, e tra noi si trova sempre qualche avanzo dalle scuole cittadine, che insegna a leggere e scrivere a chi non sa, e nelle nostre serate campestri qualche vecchio, sperimentato da lunghi anni alla nostra guerra d'indipendenza, racconta alcune volte novelle e favole, ma sempre argomenti che possano adornare la vita intellettuale di chi le ascolta.
«Io sono qui il capo, ma per l'elezione liberissima de' miei compagni, che, dopo d'avermi eletto, d'altro non si curano, e la mia volontà è legge, mentre i veri rappresentanti del popolo, eletti come me in ogni centuria, non si presero mai pensiero di avvertirmi che un altro è destinato a sostituirmi. Qui non preti, non prefetti, non birri, non dottori, non quell'ammasso di leggi scritte, che finalmente s'interpretano sempre dai potenti, come a loro fa comodo. Ma quando occorre qualche differenza tra gl'Indipendenti (cosa rara) essi ricorrono a me ed in poche parole la contesa è regolata, senza spese e cartastraccia.