Di queste celle alcune erano chiuse, altre aperte. Tutte mandavano fetore di cadavere, e se il sotterraneo non si fosse aperto in un spazio assai vasto, i nostri amici eran forse obbligati di tornare addietro per non poter resistere a tanta pestilenza.

I quattro non eran gente da spaventarsi di poco, ed innoltratisi al chiaror delle torcie in un corridojo più spazioso, essi poterono osservarvi cose da loro non mai viste, e che avrebbero intimorito chiunque meno assuefatto ai perigli ed alle nequizie degli scellerati sedicenti servi di Dio! Qui, e là appesi alle pareti ogni specie d'istromenti di tortura: la cuffia del silenzio¹, e non pochi eran gli scheletri, che la conservavano ancora nell'informe loro teschio; le tenaglie immense con cui fratturavansi le ossa, i cavalletti di metallo, su cui sedevano gli sventurati dopo d'averli resi roventi con fuoco interno, i ceppi, come tormenti preparatori a tormenti maggiori, le corde insaponate con nodi scorsoj da appiccare per il collo o per qualunque della membra, botti con chiodi a punta interna, ove si rotolavano gli sventurati, che forse avevan dubitato dell'infallibilità del Papa; e per gli innocenti, a cui si volevan togliere, i soldi, la figlia o la donna! E quando si pensa che esiste ancora questa canaglia nel consorzio umano, in questo secolo di civilizzazione,—che dico esiste! anzi trionfa nelle miserie dei poveri popoli, grassamente sovvenuta dai potenti!!…

¹ Era uno strumento che impediva alla vittima di aprire la bocca.

E credon forse le genti che, potendolo, i preti non tornerebbero ancora alle torture ed ai roghi? Sicuro, con tanta alacrità come nel Medio Evo. E qui bisogna confessarlo: se l'umanità non progredisce come dovrebbe, essa almeno ha fatto un gran passo, togliendo ai chiercuti il potere di pascersi di carne umana!

Tra gli stromenti di tortura appesi alle pareti, esistevano teschi ancor attinenti al busto per gli ossami del collo, e che accusavano i patimenti infiniti sofferti in quelle terribili murature.

Ida, piegando sotto la sensibilità squisita della sua natura di donna, quasi sveniva nelle braccia di Cantoni all'orrendo spettacolo, ma la rauca voce di Zambianchi che gridava: «Venite qui,» la ridonò ai suoi sensi, e barcollando essa seguiva l'amante verso l'amico, che da destra del corridoio invitava i compagni, a condividere l'inaspettato ed orrendo spettacolo da lui scoperto.

Era questo l'ossario… Alla destra del corridojo, incavato nel tuffo, eravi una specie di rettangolo alto circa 10 piedi dalla superficie del suolo, e forse colla stessa profondità al dissotto. Tale fossa era piena d'ossami e dalle dimensioni degli stessi, essi appartenevano tutti a neonate creature!¹.

¹ Storia.

Ad Ida svanì la sincope, e come un'ossessa, colle mani alla chioma, si lanciò a strepitare per il corridojo, urlando: Infami! Scellerati! e si sarebbe forse infranta il cranio contro il tuffo, senza l'agilità di Cantoni, che giunse in tempo a trattenerla. Tali sono i santuari di queste bordaglie, che predica mansuetudine alle genti, e che coperta di ogni nefando delitto, continua, protetta dalla tirannide, di cui è vile stromento ad ingannare e mantenere nella sventura questo sventurato nostro popolo!

A canto sull'ossuario, ove erano acatastati ossami informi, scorgevansi alcune nicchie con dentro piccoli scheletri, meglio conservati che nell'ossuario, ciocchè si doveva probabilmente alla pietà d'alcune giovani madri, che furtivamente avean potuto collocare in un giaciglio men confuso, il corpiccino del loro amato! Poichè il prete ha potuto giungere al punto di degenerare il più grande dei popoli della terra, esso può fare un cretino un imbecille d'un essere intelligente, ma per astuto, pravo e scellerato, ch'egli sia non giungerà mai a far tacere nel cuore della più perfetta delle creature, il maggiore di tutti gli affetti, l'amore di madre!