Distruggere la libertà sulla superficie della terra per ottenere la concessione d'un posticino al banchetto della tirannide!! Povera Francia! a che fosti ridotta!
E il governo Italiano ha accettato l'eredità dell'imperatore-menzogna. Far il birro al Negromante del Vaticano, obbligarli a soggiacere al governo del S. Uffizio. Rinunziare alla capitale d'Italia, proclamata dallo stesso Governo Italiano, votata e sancita dal suo Parlamento: ecco l'opera del Governo.
Io credo che governo più codardo sia impossibile trovare nelle storie antiche e moderne e bisogna che sia proprio destino dell'umanità che si debba trovare accanto al bene tanto male, tante umiliazioni, tanta perversità!
Ho detto "accanto al bene" poiché non si può negare essere l'unificazione italiana un miracolo di bene, ad onta degli sforzi fatti da governi e da sette più o meno nere, per trattenere, e far retrocedere questo povero paese, impoverendolo, pervertendolo con ogni modo di depravazioni e di menzogne.
Governo! si può egli chiamar governo quest'agenzia di corruzione!?
Grazie ad essa il popolo è ridotto: ad una metà comprata per aggiogare l'altra, tenerla nel servaggio e nella miseria!
Salve! valoroso popolo del Messico! Oh! io invidio la tua costanza e la tua bravura nella liberazione del tuo bel paese dai mercenari del despotismo!
Accettate, coraggiosi nipoti di Colombo, dai vostri fratelli d'Italia, un saluto alla vostra libertà redenta!
A voi s'imponeva la stessa tirannide e la spazzaste come la fantesca spazza le immondizie. Noi soli!… garruli, pieni di preterizioni, vani, millantando glorie, libertà, grandezze!… e legati per il collo… imbavagliati! troppo liberi per le ciarle ma inetti a compiere quella ricostituzione politica che sola può darci il diritto di sedere accanto alle libere nazioni.
Tremanti dinanzi al despotismo d'un abbietto tiranno straniero, noi non osiamo, per paura che ci castighi, passeggiare per casa nostra, dire al mondo che siamo padroni di noi, strapparci dal fianco il dardo che perfidamente ci ha conficcato.