Seminario! ove si seminan preti e donde escono i giovani negromanti per l'edificazione di questa nostra povera Italia! Ed il Parlamento li ha conservati questi vivai di malizia e di corruzione! Parlamento nazionale! Rappresentanti del popolo!… Maledizione ai falsarii!

CAPITOLO LXVI

SEGUITO DEL RACCONTO DI MARZIO

"Giunti all'uscita del sotterraneo, Tito cominciò a spostare alcuni rami di lentischio che ne ostruivano l'entrata ed uscì il primo girando lo sguardo per ogni verso. Salvi! egli finalmente esclamò. Salvi! sin qui non giunsero i nostri persecutori. Uscito colle compagne non potei ristarmi dall'ammirare come un orificio sì angusto ed impercettibile, quando sia ricoperto da' rami potesse dare adito a quella spaziosa ed immensa catacomba!

Castel Guido, io dissi a Tito, ma non lontano dobbiamo avere la tenuta del nostro poeta pastore? Sì! rispose egli: a poche miglia e vi guiderò diritto a quella volta ove potremo trovare un po' di riposo ed un'eccellente ricotta per soddisfare la fame.

Il sole di Marzo era altissimo sull'orizzonte, quando lasciammo il sotterraneo e nella splendida foresta ove ci trovavamo internati, le piante secolari che ricordavano forse le immortali legioni poco accesso davano ai cocenti raggi del figlio primogenito di Dio. I sentieri solcati dalla bufala eran quindi magnificamente ombreggiati e ben piacevole sarebbe stato il passeggiarli meno stanchi ed affamati.

Alla fine sull'orlo del bosco apparve ai desiosi nostri occhi la casipola mentovata e per fortuna sulla soglia scoprimmo il nostro amico che sembrava aspettare qualcheduno.

"Accidenti!" gridò il poeta quando fummo giunti vicino a lui; "non aspettavo quest'oggi voi, Marzio!" e ci stringemmo le destre come vecchie conoscenze.

"Aspettavo birri, come al solito", continuò l'amico "giacché si vociferò che alcuni delle vostre bande si aggiravano in questi dintorni" e con voce bassa trascinandomi alquanto da parte: "Anzi qui a poca distanza v'è Emilie, soggiunse, con due compagni".

In luogo di cacciatori ti giunse adunque la selvaggina, o Lelio, ma poche parole: dacci da mangiare e da bere che noi si muore di fame.