Con apparente attenzione il Cardinale parve intento alla lettura, quindi ripiegato il foglio sclamò: "Ah siete voi signora!" e il furfante si dirigeva ad Aurelia, come se le altre due non le avesse conosciute, "siete voi la moglie di quel Manlio che si permette tener nascosti in casa i nemici dello Stato e di sua Santità?". Queste parole furono profferite con tale aria di severità e di comando che ti pareva udire un magistrato che desse delle ammonizioni ad un delinquente che non abbia scusa.

"Non è dessa la moglie di Manlio,—s'affrettò a dire Silvia,—sono io! Essa venne solo per accompagnarci e testimoniare all'E. V. ch'ella sin da fanciulla conosce la nostra famiglia e può giurare non esserci noi frammischiati mai in cose politiche. Donna Aurelia può dirlo—continuava incalorendosi la povera Silvia,—ella può dire se mio marito non è un uomo d'una onestà a tutta prova".

"D'un'onestà a tutta prova—ripeteva fingendosi corrucciato il malandrino.—E se siete onesti, perché albergate eretici e nemici dello Stato? e l'onesto Manlio, perché fugge violentemente di prigione adoperando mezzi imperdonabilmente colpevoli?".

Un momento di silenzio seguì quelle parole e Clelia la quale più d'ogni altro conservava il suo sangue freddo pensò subito: "Fuggito! dunque non è più nelle unghie di questi demonii!" ed un lampo di contentezza sfavillò sulla bella fronte della fanciulla che mormorò: "Fuggito!".

"Sì fuggito—ripeteva il chercuto indovinando l'effetto prodotto da quella parola sull'animo di Clelia,—però badate, niuno può fuggire dalla spada della giustizia! e Manlio cadrà sotto la doppia colpa d'essere stato il ricettatore dei nemici di S. Santità e di avere con criminosa violenza forzato l'inviolabilità delle carceri pontificie".

Alla povera Silvia le altosonanti parole del porporato fecero l'effetto della folgore. Impallidì, stese le braccia verso la sua Clelia, quindi sentendosi stringere il cuore cadde svenuta.

Procopio, agguerrito a questi colpi di scena, non si scosse, anzi ne profittò, chiamò i domestici, ordinò che le donne fossero condotte in altra stanza e si cercasse con ogni cura di richiamare in sé la svenuta.

"Oh! voi non uscirete di qui senza avermi pagato un prezioso tributo", pensò tra sé il lussurioso Cardinale tornandosi a stropicciare le mani. Chiamò a sé il Gianni, il quale non s'era allontanato di molto, prevedendo che il suo padrone poteva abbisognare dell'opera sua.

"Ebbene, vedete un po' signor Gianni" (e Gianni sapeva ciò che richiedeva da lui il porporato quando chiamavalo signore).

"Vedete,—dicevagli con aria giuliva,—se la provvidenza non ci favorisce meglio che noi sappiate far voi colla vostra abilità!"