"La mia visita non è senza grave motivo, già lo sapete che per vedervi non ci verrei. Io son qui a chiedervi notizie d'una famiglia che m'interessa: della famiglia dello scultore Manlio".
"Fu qui è vero, ma se n'è andata" rispose Procopio, rinvenuto dal primo stupore.
"È molto tempo che se n'è andata?" chiese Giulia, con accento da cui trapelava la sua incredulità.
"Sono pochi momenti che le donne lasciarono queste stanze" fu la risposta di Don Procopio.
"Saranno dunque a quest'ora fuori del palazzo", ripigliava la straniera. Ed il prete: "lo saranno", rispose colla certezza di mentire.
Giulia con un gesto d'incredulità troncava il dialogo e maestosamente ripigliava la sua via, appena salutando con un cenno del capo l'eminente canaglia.
Ha pure i suoi vizi i suoi difetti la razza britannica. E cosa v'è di perfetto nell'umana famiglia? Ma se v'è popolo ch'io mi compiaccia a paragonare ai nostri antichi padri di Roma, è certamente l'inglese.
Egoista e conquistatore come quelli, la sua storia rigurgita di delitti; delitti commessi nel suo seno e nel seno delle altre nazioni.
Molti sono i popoli che egli ravvolse e ravvolge nelle sue spire di ferro per contentare l'insaziabile sua sete d'oro e di predominio. Pur non si può negare che egli non abbia immensamente contribuito al progresso umano e gettato la base di quella dignità individuale che presenta l'uomo diritto, inflessibile, maestoso, davanti alle esigenze dispotiche che padroneggiano l'uman genere.
A forza di costanza e di coraggio egli ha saputo conciliare l'ordine governativo colle libertà adeguate ad un popolo padrone di sé stesso. L'isola sua divenne il santuario e l'asilo inviolabile di tutte le sventure, il despota, come il proscritto dal despota, vivono insieme su quella terra ospitale, colla sola condizione di essere uomini.