Assuefatti alla congiura, gli italiani, sanno ciò che sia una contro-polizia. Ma per chi non Io sapesse: essa è una polizia di congiurati, che regola e conosce le mene di quella del governo.

Il capo della contro-polizia liberale era Muzio e ben gli serviva la sua qualità di mendico; poiché tra quei tanti infelici che accattano il pane nelle vie e sulle piazze di Roma i preti trovano sempre alcuno che si vende coll'infame patto della delazione. Muzio non lo ignorava e, coll'intelligenza superiore che lo adornava aveva saputo dai suoi emissari far vigilare gli emissari dei preti.

L'ultime ombre dei congiurati (perché veramente sembravano ombre che traversassero quelle macerie) eransi introdotte nella gola del sotterraneo. Attilio aveva fatta la dimanda: se le sentinelle erano a posto: il lume, dopo la risposta affermativa, aveva rischiarato le austere fisionomie dei nostri giovani, quando un fischio simile a sibilo di serpente fece risuonare le antiche volte dello speco.

Era questo segnale d'allarme ed era il mendico che lo mandava, il quale, messo appena il piede sull'entrata del sotterraneo "non v'è tempo da perdere—esclamava,—non solo siamo accerchiati da forza armata da questa parte ma altra forza ha già preso posizione all'uscita settentrionale del sotterraneo!".

L'imminente pericolo in luogo di far impallidire quei prodi, gettò sulle loro maschie fisonomìe un'aria di giubilo. Tale è la coscienza del vero coraggio, massime quando serve la sacrosanta causa della libertà e della patria, ed Attilio girato uno sguardo di compiacenza sul consesso imponente ordinò a Silvio di recarsi con due compagni all'estremità del sotterraneo ed informarlo di quanto accadeva.

All'entrata compariva una sentinella e confermava quanto Muzio aveva asserito, ma dalla parte opposta, niuno si faceva innanzi, il che dava a supporre che le sentinelle, da quella parte, potessero essere state arrestate.

Appena però Silvio giungeva all'estremità del sotterraneo alcune fucilate dal di fuori annunziavano il conflitto, mentre rientravano al tempo istesso i quattro compagni, che si trovavano di guardia in quella parte, per dar notizia dell'arrivo di numerose truppe. Silvio tornò indietro e ragguagliò il suo capo di quanto accadeva.

Attilio allora diede questi ordini: "Muzio formerà la avanguardia coi suoi cento, io lo seguiterò coi miei. Silvio colla sua schiera starà alla retroguardia. Con uomini come voi, io posso risparmiare ogni incoraggiamento: dirò soltanto, che qualunque sia la forza che noi abbiamo a fronte, dobbiamo caricarla in massa col pugnale alla mano. I primi venti della tua schiera, disse a Mimo, marcino radi e adagio sino ad incontrare il nemico. Scoperto, lo assaltino gridando e a passo di corsa. Noi vi seguiremo da vicino".

Dopo queste poche parole Muzio, disposti i venti e dato un colpo d'occhio al resto della sua schiera, si avvolse la toga al braccio sinistro e col pugnale nella destra si avanzò dicendo: "seguitemi!".

L'antro sembrò in quel momento vomitare un torrente di lava ed all'oscuro, perché ogni lume era spento, cupi, silenziosi, s'avanzarono i discendenti dei Fabii, pronti ad affrontare i satelliti del dispotismo.