"Povero giovane!" rispose Giulia, con un profondo sospiro.

Lo Yacht era orientato(33), i boccaporti chiusi ermeticamente. Il capitano, afferrato alle sartie di maestra del vento(34), aveva presso di sé quasi tutto l'equipaggio, ognuno fortemente tenuto per non essere portato via dal mare; i timonieri (poiché due erano al timone) erano anch'essi legati a metà corpo(35). Il capitano finalmente potè ottenere dalla sua signora che scendesse in camera, il che fece, piuttosto per aver contezza de' suoi amici che per riguardo al proprio pericolo.

(33) Orientare vuol dire colle vele ed ogni cosa preparate a'
temporale.
(34) Dalla parte dove viene il vento.
(35) Un colpo di mare che si frange sulla coperta d'una nave può
portare via la gente che non si trova ben tenuta ed anche i
timonieri.

A Giulia, entrando nella camera, si presentò uno spettacolo, dinanzi al quale non potè a meno di scoppiare in uno scroscio di risa.

Aurelia, che forse lo stesso colpo di mare il quale aveva portato via il povero John slanciava come un sacco sulla parete di sottovento, ove già trovavasi Manlio spintovi da analogo impulso, si teneva disperatamente a lui avviticchiata. La povera donna che per la prima volta si trovava vittima d'una tempesta di mare credette venuto il finimondo, e trovandosi al contatto di un corpo umano vivente, vi si era abbarbicata con quella forza che dà la disperazione.

Invano Manlio gridava non lo strangolasse, invano, che anzi quando conobbe la voce amica dell'artista per impulso di simpatia gli si strinse intorno ancor più fortemente. Lo scultore assuefatto a muovere dei massi in marmo sarebbe pervenuto a svincolarsi da quegli abbrancamenti ma uomo buono e primitivo com'era, e un po' fiaccato da quelle maledette nausee altro non faceva che sforzarsi col miglior modo possibile a respingerla tanto da evitare la soffocazione.

In questa posizione tragicomica trovò Giulia i suoi compagni di viaggio. Dopo essersi abbandonata all'irrefrenabile ilarità ella chiamò un domestico e col suo aiuto pervenne a collocare gli amici in situazione più conveniente.

La Clelia lottò ancora tutta la notte colla tempesta e ben le valsero le superiori sue qualità marine per non essere soperchiata e non le valse meno l'intrepidezza del suo coraggioso equipaggio.

All'alba il temporale rallentò alquanto del suo furore ed avendo il vento girato all'ostrolibeccio si pensò di far correre(36) per Porto Ferraio o Longone onde riparare le sofferte avarie che non erano poche.

(36) Prendere direzione