Maggior gloria di Dio! assassini del genere umano—e peggio che assassini, pervertitori e corruttori!
E le monarchie che sorreggono cotesti scarafaggi perchè li sorreggono? Non è forse per esser i preti gl’istromenti più idonei per lo spionaggio e la corruzione delle genti? E voi salariati lodatori e millantatori del consorzio monarchico-chercuto—ben lo sapete essere quelle le due lebbre dell’umanità. Ma quando la miserabile vostra coscienza, se mai ne avete una, vi accenna il servilismo schifoso degli atti vostri, voi allora posate la brutta di fango vostra penna sul ventre ed abbandonate l’anima al suo appetito.
L’avvenimento dell’entusiasmo mutuo delle due fanciulle, e la loro santa manifestazione d’affetto non ebbe altro seguito, tranne il grido disperato d’un prete francese, che, per motivo d’essersi un po’ indecentemente calcato sulla Lina, ebbe da Torquato tale un pugno sui fianchi che si lasciò cader svenuto dopo un «ahi!» dei più commoventi.
In altra circostanza sarebbe stato fresco il monarca della montagna, poichè oltre ad esser prete, la sua vittima apparteneva a quel clero insolente ultramontano, artefice della sventura della Francia ed onnipotente in Roma nell’epoca in cui scriviamo.
Però Torquato aveagli amministrato il pugno con tanta destrezza, e la folla era tanto folta che nessuno s’accorse del colpo, o se qualcuno, non bisogna poi credere che tutti sieno amici dei preti in Roma. Comunque, l’ex-brigante con alcune spinte di gomiti, ebbe presto il suo corpo non molto distante, ma fuori almeno dal campo di battaglia.
Birri a piedi, a cavallo, in militare, in borghese, spie nella stessa foggia, e agenti di polizia, preti, sagrestani, frati e simile canaglia, ebbero presto ricondotto l’ordine dopo una gran dose di paura.
L’ordine!—Un milione d’uomini scaraventati al macello nella guerra franco-germanica, per la gloire e l’equilibrio europeo, non l’han turbato l’ordine!—I loro scheletri, biancheggianti sul suolo della Francia, sono in ordine.—Cinque o sei milioni di famiglie precipitate nella miseria, nel lutto e nella prostituzione non turbano l’ordine!
Chi turba l’ordine, e lo gridan tutta la sequela dei gaudenti a squarciagola—sono pochi parigini mal intenzionati che rovesciano nella Senna una spia riconosciuta.—Gli operai di Londra che vogliono far prendere un bagno nel Tamigi a Haynau, il carnefice di Brescia e dell’Ungheria.—Chi turba l’ordine sono alcuni romani, che resa Roma all’Italia dopo diciotto secoli di abbominazione, chiedono che sia vietato ad uno scarafaggio di maledire l’Italia redenta.—Chi turba l’ordine è la società internazionale che ha l’audacia di voler la fratellanza di tutti gli uomini a qualunque nazione essi appartengano, che non vuole preti, non eserciti permanenti, non caste privilegiate!
E la processione proseguiva in ordine verso il maggior tempio dell’orbe—ed il popolo, come l’onda del mare affollavasi per accostarvisi—molti per curiosità e forse i più, e tanti per partecipare alla benedizione del Massimo degli impostori.
Non ostante l’immensa folla, a P... e a Lina che servivano come punto centrale ai nostri amici in quella tempesta umana, poterono questi avvicinarsi. Ciò però non servì che a sistemare alcune intelligenze sul da farsi nella notte, essendo di tutta impossibilità operare in tale giornata.