Straniero e prigioniero, a Nullo rincresceva si maltrattasse quell’individuo. E chi ha conosciuto la bell’anima del guerriero di Bergamo, ricorderà quanto modesto era ed umano.

Ma Pantantrac non la voleva finire, sia per certa naturale boria, sia per voler fare da gradasso in presenza delle dame, ed avrebbe fatto perder la pazienza a Giobbe.

Invano i suoi compagni di prigionia (giacchè si avvicinarono anche tre ufficiali fatti prigionieri a Tivoli) lo pregavano di far silenzio; invano l’impazienza cominciava a dipingersi su tutti i volti, senza eccettuare quello del Capo. Finalmente Talarico, che quantunque non molto versato nelle lingue straniere, ne sapeva abbastanza per capire che la maggior parte delle ingiurie eran dirette a lui, che aveva la principal colpa di tale scena, avanzossi verso Nullo rispettosamente, e disse:

«Quel signore si lamenta d’esser stato da me assalito a tradimento e per di dietro; e confesso il mio torto, egli ha ragione. Volete permettermi di combatterlo petto a petto, col mio pugnale soltanto, e lui armato di sciabola o spada, come meglio gli aggrada?»

La proposta piacque poco a Nullo, su di cui la fedeltà ed il coraggio del bandito già avevano suscitato molta simpatia, e naturalmente contava su di lui, per la sua pratica, nell’arduo viaggio che si doveva proseguire per i monti.

Ma Pantantrac continuando ad insultare e sfidare tutto il mondo, e Talarico persistendo a volerlo combattere singolarmente, Nullo finì per accondiscendere al loro desiderio, e di lasciarli battere.

Qui, in onor dell’ufficiale legittimista, devo confessare ch’egli non voleva accettare la prevalenza della spada o sciabola sul pugnale, ma, sia che il Calabrese poco sapesse di scherma nelle armi suddette, o che avesse veramente un’illimitata fiducia nel suo ferro, egli non volle accettare altr’arma—almeno se così concedeva il suo avversario.

Un pezzo di terreno piano fu scelto per arena; Muzio rimise la sciabola a Pantantrac, a cui l’aveva tolta nel perittero del convento; questi la salutò e la baciò come una vecchia amica—molto più preziosa, se, come le spade degli antichi cavalieri, essa avesse servito alla redenzione degli oppressi.

Muzio e P... da una parte, come testimoni di Talarico; Merode ed il Maggior Ventre dei zuavi pontifichaux dall’altra, testimoni di Pantantrac, misurarono il terreno, e gli avversari vi presero posizione alla distanza di cinque metri.

Il marchese quasi certo della vittoria, aspettò un momento il competitore coll’arma in guardia per infilzarlo, ma vedendo che quello non avanzava, si mosse lui stesso, cercandolo colla punta del ferro.