«Ite ai vostri lavori!» tuonava la favella del savio.
«Ai tiranni ed ai preti conveniva la vendetta e la strage, essendo la loro potenza edificata sulla violenza e sulla menzogna; a voi, uomini liberi, umanitari e che avete il culto del Vero, conviene la tolleranza, e solo con essa potrete raggiungere la sublime meta di affratellare i popoli tutti della terra».
E tutti tornavano alle loro occupazioni, e si udiva nella folla la parola tolleranza ripetuta da tutti e con rispetto.
«Tolleranza» gridavano altri «meno però per i lupi, le vipere ed i preti, sinchè tornati alla condizione d’uomini onesti, se ne son capaci».
NOTE:
[63] Nelle presenti controversie della Democrazia mondiale, in cui si scrivono numerosi fascicoli per provare Dio gli uni, per negarlo gli altri, e che finiscono per provare e per negare nulla; io credo sarebbe conveniente stabilire una formola edificata sul Vero, che potesse convenire a tutti ed affratellare tutti. (Col dottrinarismo intollerante per il mezzo, certo sarà un affare un po’ serio).
Per parte mia accenno e non insegno.
Può il Vero, o l’Infinito, che sono la definizione l’uno dell’altro, servire all’uopo? Io lo credo.
V’è il tempo infinito, lo spazio, la materia, come lo prova la scienza, quindi incontestabile.
Resta l’intelligenza infinita.