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CAPITOLO XVI.
COZZO E I CINQUANTA PALERMITANI.

Les cloîtres, les cachots, ne sont point son ouvrage.
Dieu fit la liberté—l’homme a fait l’esclavage.

(Chenier).

Quand’io considero quella serie di mostruosi governi che da secoli reggono la meridionale Italia—con popolazioni energiche come son quelle—cresciute sulle lave dei nostri vulcani—io concludo: che non basta l’energia per fare un popolo libero e grande.—Dirò di più, che non basta l’energia e l’intelligenza, poichè a dovizia possiede il nostro popolo l’una e l’altra qualità.

E qui devo ancor mettere la mano sulla piaga della nostra patria infelice: il clericume—ossia l’impostura.

E chi potrà negarmi che sia il pretismo la base su cui poggiano tutti i governi perversi?

E mentre si millanta progresso, incivilimento dovunque—in questi giorni stessi trionfa nelle elezioni al Parlamento Belgico, il clericume!—E chi può sottrarre all’influsso malefico del 2 dicembre protettore della menzogna, i piccoli Stati che attorniano la Francia, quali l’Italia, la Spagna e il Belgio?

Manca certamente al nostro popolo la disciplina—che tanto grandi fece i nostri padri—la disciplina da cui lo distolgono una mano di dottrinari per la gloriuzza d’esser chiamati grandi, mentre sono piccolissimi.

E ciò mi spinge sempre più all’idea d’una Dittatura onesta e temporaria.