[18] I bombardatori di città e quei bulli che fucilano individui inermi come i Ciceruacchio ed i volontari fucilati dopo Aspromonte, son gente che non dovrebbero più vivere nei paesi civili, ma come Aynau essere gettati nei fiumi o presi a bastonate.
CAPITOLO XXI.
LA CAPITOLAZIONE.
Les Républicains sont des hommes,
Les esclaves sont des enfants.
(Chenier).
Io ho sempre inteso per repubblicani i propugnatori dei diritti dell’uomo contro la tirannide; e tali eran certamente i Mille ed i loro valorosi commilitoni del 60. Ciò sia detto, spero, per l’ultima volta, a confutazione di quei dottrinari che voglion oggi far monopolio dell’idea repubblicana, come se fossero essi gl’inventori—come se non fossero mai esistite repubbliche—e che hanno sempre l’aria di non volermi perdonare la spedizione di Marsala, per non avervi proclamata la repubblica e di non averla proclamata in altre occasioni, in cui mi sono trovato in comando.
Dopo la Fieravecchia, occupato il palazzo Pretorio col quartier generale, i nostri militi rinforzati sempre dai robusti abitatori delle campagne, armati di cattive carabine—ma audacissimi—i nostri militi, dico, a poco a poco, cacciarono da tutti i punti centrali della città i soldati borbonici verso il Palazzo Reale a mezzogiorno, e verso Castellamare a tramontana. Le comunicazioni tra il quartier generale e la flotta divennero impossibili, ed i primi indizi d’una capitolazione furono: la richiesta del permesso di condurre i feriti nemici sulla flotta, per esser trasportati a Napoli, e quello di seppellire i morti che ammonticchiati nei siti delle pugne, cominciavano ad infettar l’aria.
Ciò richiese un armistizio di 24 ore—e Dio sa se noi ne avevamo bisogno, obbligati come eravamo di fabbricar la polvere e cartucce di cui fummo privi durante delle ore!