Qui devo confessare: io vidi far al nemico un movimento dal centro alle ali, di cui la sola cavalleria Americana credo capace — e che prova con qual gente aguerrita noi avevimo da fare — Egli non volendo cozzare contro la fanteria che temeva — si aprì dal centro, e convergendo i suoi plottoni: quei di destra a destra — di sinistra a sinistra, eseguendo così un semicircolo; piombarono sulle nostre due ali, sempre a galopo — e le avrebbero distrutte — senza il convergere, e la carica simultanea dei plottoni nostri —

Subito ch'io avevo scoperto il nemico — per profitar dell'impeto, ordinai la carica di fronte — Ma dai movimenti suddetti, risultò il primo cozzo di sola cavalleria, e com'era da prevedersi con la peggio dei nostri inferiori di numero e di bontà dei cavalli —

La fanteria rimase per un pezzo inutile ed isolata — Comunque restata nel centro del conflitto — or ferma e compatta com'un fortino — ed ora movente a tutta possibile celerità ove la mischia più ferveva — servì molte volte a riordinar al coperto del suo palladio — i dispersi nostri cavalieri — che benchè rotti dal nemico, pugnavan come leoni e si riformavan poi dietro di noi.

Una piccola riserva di cavalleria nostra — rimasta alla custodia della cavallada — concentrandosi sulla fanteria, servì pure molto al riordinamento dei rotti nostri plottoni.

Varie furon le cariche di cavalleria d'ambe le parti — e varia la fortuna — Era un oscillare di plottoni, or compatti, or disfatti — Non so da che parte vi era più valore —

Il nemico superiore in numero, ed in bontà di cavalli — cacciava i nostri sulla fanteria — e spesso misurava le sue lancie colle bajonette — I nostri rifatti coll'apogio dei fanti — rintuzzavano quello lontano — combattendo corpo a corpo —

I giovani Italiani poi — com'eran belli in quel giorno! compatti com'un baluardo, ed agilissimi accorrevano ovunque li richiedeva il bisogno — naturalmente, sempre al più folto della mischia — fugando sempre i persecutori dei compagni cavalieri — Pochissime le fucilate, ma misurate e certe — diradavano e sconvolgevano i nemici —

Infine dalla moltiplicità delle cariche — perdendo il nemico l'ordinanza, non era più che una massa informe — Al contrario sostenuti dalla fanteria — potevano sempre i nostri facilmente riordinarsi.

Circa una mezz'ora avea durato il conflitto in quella guisa — quando non più acozzati da forze ordinate — rifacendosi i nostri in alcuni plottoni compatti — si lanciarono ad una carica decisiva — Piegò il nemico, si sbandò del tutto — e principiò a fuggire — Una nube di bollas[67] solcò l'aria allora, e formava curioso spettacolo — se oggetto di curiosità possa esser la strage sotto qualunque forma —

Io conto il soldato Americano di cavalleria, non secondo a nessuno, in ogni specie di combattimento — In una sconfitta poi, credo non vi sia l'uguale, per perseguire un nemico e catturarlo — Vero centauro, nessun'ostacolo del campo ferma la sua corsa — Un albero non permette di passare diritto, esso si piega sul dorso del destriero — e scomparisce confuso colla sua schiena — Se un fiume — l'Americano vi si precipita coll'arma ai denti, e va a ferire il nemico nel bel mezzo dell'onde — Oltre alle bollas poi, il terribile ed indivisibile coltello — istromento compagno di tutta la vita — che maneggiano con destrezza unica — e forse un po' troppo —