Noi rispondevamo agli evviva degli amati concittadini ed erimo orgogliosi certamente del loro plauso — e della risoluzione nostra.
Traversammo il lago, e giunsimo a Luino — ove sbarcammo in numero di ottocento uomini circa, pochi cavalli, e lasciando a bordo dei vapori comandati da Tommaso Risso i due cannoni.
All'altro giorno, mentre eravamo in disposizione di moversi dalla Becaccia (Albergo in Luino), per internarsi nel Varesotto — seppi che una collonna Austriaca si avanzava verso di noi, per la strada maggiore da mezzogiorno.
Essendo già, la collonna nostra, internata in un sentiero che conduce pure a Varese per scorciatoja, feci retrocedere immediatamente la coda della collonna, ed ordinai ad una compagnia di retroguardia, che riprendesse la suddetta posizione della Becaccia — co' circuiti per impedirne la possessione al nemico — Ma fu tardi; già giunti in forze a quel punto — se ne impadronirono, e facilmente respinsero i pochi nostri — Divisa in tre corpi era la piccola nostra collonna — e ristretta nell'angosto sentiero — nell'impossibilità di spiegarsi, ed aver altra ordinanza, senonchè quella di fianco; per esser lo stesso incassato tra alte rupi — ma ritornando verso la Becaccia, eravi più spazio — e vi si potevano schierare in collonna per sezioni, il terzo ed il secondo corpo —
Io consideravo l'Albergo, qual chiave della posizione, e quindi obbiettivo del campo di battaglia — di cui bisognava impadronirsi — o se no, abbandonare il campo coll'apparenza d'una sconfitta —
La Becaccia aveva una forte casa, vari recinti, ed attorniata da una quantità di siepi, e pile di legna tuttociò in potere del nemico, e che bisognava conquistare. Era d'uopo quindi caricar la posizione risolutamente ed il terzo corpo assaltò per scaglioni — che ad onta degli sforzi del maggiore Marrocchetti che lo comandava, e dei suoi ufficiali — fu respinto —
Il secondo corpo, de' bersaglieri Pavesi, comandato del Maggiore Angelo Pegurini, ebbe ordine di caricare — e fratanto il Capitano Coccelli, arrampicandosi colla sua compagnia, sopra un muro alla sinistra nostra — appariva sul fianco destro del nemico —
I Pavesi, caricavano coll'intrepidezza di vecchi soldati — era il primo combattimento a cui assistevano — e ad onta di cadere vari di loro — pervennero a bajonettare gli Austriaci — che stupiti da tanto valore, e dall'apparizione di Coccelli sulla loro destra volsero in completta fuga —
Con cinquanta cavalieri per perseguirli — pochi o nessuno si sarebbero salvati, di quei nemici d'Italia — I pochi uomini a cavallo ch'io avevo — tra loro gli ufficiali Bueno e Giacomo Minuto d'alto valore — erano occupati come esploratori o vedette —
Morirono alquanti Austriaci, e 37 rimasero prigionieri, con un medico[70]