Seppi allora la fuga del papa — e col ministro Campello, si regolò: che la legione Italiana (questo fu il nome del corpo da me comandato in America, ed in Italia), apparterrebbe all'esercito Romano — che sarebbe perciò provveduto del necessario e diretto su Roma — onde complettarsi ed ultimare la sua organizzazione — Scrissi quindi al maggiore Marrocchetti, che avevo lasciato al comando del corpo, che procedesse verso Roma, ed io marciai al suo incontro —
Dalla mia separazione dal corpo in Cesena — era successa una catastrofe nello stesso: La morte di Tommaso Risso — sensibilissima perdita — tanto più, perchè cagionata dalla discordia tra valorosi Italiani, ed eseguita dalla mano d'un fratello!
In un alterco, Risso avea battutto Ramorino di frusta — ed un duello era divenuto inevitabile — Io, certo, avrei cacciato dalla legione, l'ufficiale che si fosse lasciato battere da chicchessia — e Ramorino, non era giovane da sopportare un insulto come quello ricevuto — Conosciuto il fatto, io rimasi freddo con ambi — ma col presentimento di sciagure — Avrei cancellato col mio sangue, la vergogna del compagno valoroso, ma non era fattibile!
Partivo da Cesena per Roma — e Tommaso Risso ch'io avevo freddamente tratatto contro il mio solito — si avvicinò alla vettura e mi strinse la mano... mi sembrò di stringere la mano d'un cadavere! Il pressentimento della morte del mio amico — non mi abbandonò durante il viaggio — e quella notizia inviatami, mi addolorò, ma non mi sorprese — Si erano battutti fuori di Cesena — e Ramorino aveva ucciso Risso.
Era Tommaso Risso una di quelle nature predilette, «Fiera natura» dicea una donna Italiana, innamorata di lui: — Nella infanzia avea abbracciato la carriera della marina, e giunto nel Rio della Plata — sbarcossi in Montevideo, prese la campagna — e vi trovò dell'occupazione, in uno stabilimento, di quelle contrade chiamato Estancia, assolutamente pastorizio — ed ove l'intiera vita si passa a cavallo — Egli s'era assuefatto intieramente agli usi di quel popolo cavalleresco — e di costituzione svelta e robusta — egli domava un puledro, a pari del gauccio, e si batteva con qualunque degli indigeni coltello alla mano — come il primo di loro — ed il suo nome era pronunciato con rispetto tra i forti figli delle Pampas —
Nelle guerre perenni tra i popoli del Plata, aveva Risso combattutto nelle fila dei Montevideani, e creato ufficiale per la di lui bravura — servì valorosamente nella legione Italiana — e tra i molti combattimenti sostenuti — in uno delli stessi ricevette tale ferita nel collo da ammazzare un rinoceronte — Sanò miracolosamente di quella ferita; ma dal risultato della stessa, e di tante altre di cui aveva il corpo solcato — era rimasto colle braccia, quasi paralizzate —
Poco o nulla era l'istruzione letteraria di Tommaso — ma supplivalo tale intelligenza naturale, da farlo capace di qualunque carica — Egli avea comandato i vapori sul Lago Maggiore, e disimpegnatosi a meraviglia della difficile incombenza — Gelosissimo dell'onore Italiano — egli si sarebbe battutto col diavolo, se questo lo avesse voluto macchiare — Era con tutte le qualità che fanno il capopopolo: forte, ben disposto, generoso, le moltitudini erano il suo elemento — ed era capace di quietarle — quando esaltate — o di suscitarle e condurle all'eroïsmo col gesto, ed il maschio suono della sua voce —
Fu la morte di Risso, un doloroso avvenimento per i suoi compagni, e dolorosissimo per lui, di non poter spargere il suo sangue sui campi di battaglia per l'Italia ch'egli avea idolatrato.
Serbi Cesena i resti del prode campione della libertà patria, e lo ricordino qualche volta i suoi cittadini, coll'affetto e la stima che meritava!
Giunsi a Fuligno, e vi trovai la legione — ma nello stesso tempo ricevetti ordine dal governo di marciare con essa al porto di Fermo onde guarnire quel punto — che nessuno minacciava — e ciò mi provò non cessate le diffidenze dei nuovi governanti — e la volontà di questi di tenerci lontani da Roma —