Un popolo disposto a non piegar il ginocchio davanti allo straniero è invincibile — e non abbiam bisogno di andar lontani per cercar degli esempi che lo provino: Roma dopo la perdita di tre grandi battaglie — e col terribile suo vincitore alle porte — faceva sfilare le sue legioni alla vista d'Annibale — e le mandava in Spagna! Si trovi un esempio simile in qualunque storia del mondo! E quando si è nati sulla terra di tali portenti — colla fronte alta si ponno sprezzare le tracotanze straniere!

Del governo, vedevo il solo Cavour, a Torino — L'idea di far la guerra col Piemonte all'Austria, non era nuova per me — nè quella di far tacere qualunque convincimento politico — allo scopo di far l'Italia comunque sia —

Era quel programma — lo stesso, che fu adottatto alla nostra partenza da Montevideo per Italia; e quando la bella risoluzione di Manin e Pallavicino — di unificare la patria Italiana con Vittorio Emanuele, mi fu comunicata a Caprera — essa mi trovò collo stesso credo politico —

¿E non fu tale il concetto di Dante, Macchiavelli, Petrarca — e tanti altri nostri grandi?

Io posso con orgoglio dire: fui, e sono Republicano; ma nello stesso tempo — non ho creduto il popolare sistema, esclusivo al punto, da imporsi colla violenza — alla maggioranza d'una nazione —

In un paese libero — ove la maggioranza virtuosa del popolo — senza pressione — vuole la Republica — il sistema Republicano è certamente il migliore.

Trovandomi dunque nel caso, di dover dare il mio voto — come mi successe a Roma in 1849 — a tale sistema — lo darei sempre; e procurerei sempre di convincere nella mia opinione le moltitudini —

Non essendo possibile la Republica — almeno per ora (1859) sia per la corruzione che domina la società presente — sia per la solidarietà in cui si mantengono le monarchie moderne — e presentandosi l'opportunità di unificare la penisola colla combinazione delle forze dinastiche colle nazionali — io vi ho aderito assolutamente —

Dopo pochi giorni della mia permanenza a Torino — ove dovevo servire di richiamo ai volontari Italiani — io m'accorsi subito con chi avevo da fare — e cosa da me si voleva — Me ne addolorai — ma che fare: accettai il minore dei mali — e non potendo oprare tutto il bene — ottenerne il poco che si poteva — per il nostro paese infelice —

Garibaldi dovea far capolino — comparire, e non comparire — sapessero i volontari ch'egli si trovava a Torino per riunirli — ma nello stesso tempo, chiedendo a Garibaldi di nascondersi per non dare ombra alla diplomazia — Che condizione!