I mandati, per ricevere i fucili a Milano, trovarono alla porta del deposito, carabinieri reali, che intimarono di non pigliare un solo fucile! Cavour aveva dato tal ordine — Cotesto ostacolo non mancò di contrariarci ed indispettirci — non però di farci desistere dal nostro proposito — e siccome non potendo avere le armi nostre, noi tentavamo d'acquistarne altrove — e ne avressimo trovato certamente — allora Lafarina offrì mille fucili, ed otto milla lire — ch'io accettai senza rancore — Liberalità pelosa delle volpi alto-locate — E realmente: noi fummo privi dei buoni fucili nostri che restarono in Milano, e fummo obligati di servirci dei cattivissimi fucili Lafarina —
I miei compagni di Catalafimi, racconteranno con che armi pessime, essi ebbero a combattere — contro le buone carabine Borboniche — in quella pugna gloriosa —
Tutto ciò ritardò la nostra partenza — e fummo quindi in dovere di rimandare a casa molti volontari — il cui numero diventava superfluo — per l'insufficienza dei trasporti — e per non insospettire inutilmente le polizie — non eccetuate la Francese e la Sarda —
La ferma volontà di fare, però, e di non abbandonare i nostri fratelli della Sicilia, vinse ogni ostacolo —
Si richiamarono i volontari ch'eran stati destinati alla spedizione — che accorsero immediatamente, massime dalla Lombardia — I Genovesi erano rimasti pronti — Le armi, le munizioni, i viveri, i pochi bagagli — s'imbarcarono a bordo di piccole barche —
Due vapori: il Lombardo ed il Piemonte — comandati il primo da Bixio ed il secondo da Castiglia — furono fissati — e nella notte del 5 al 6 maggio — uscirono dal porto di Genova — per imbarcare la gente che aspettava, divisa tra la Foce e Villa Spinola —
Alcune difficoltà inevitabili, in tale genere d'imprese, non mancarono di contrariarci — Giungere a bordo di due vapori nel porto di Genova, ormeggiati sotto la darsena — impadronirsi degli equipaggi, e costringerli ad ajutare i predoni — Accendere i fuochi — prendere il Lombardo a rimorchio del Piemonte — che si trovò pronto — mentre non lo era l'altro — e tutto ciò con uno splendido chiaro di luna; son tutti fatti più facili a descriversi, che ad eseguire — e vi fa mestieri molto sangue freddo, capacità, e fortuna —
I due Siciliani Orlando, e Campo, della spedizione — ed ambi macchinisti ci valsero sommamente in tale circostanza —
All'alba tutto era a bordo — L'ilarità del pericolo, delle venture — e della coscienza di servire la causa santa della patria — era impronta sulla fronte dei Mille — Erano Mille, quasi tutti Cacciatori delle Alpi — quelli stessi che Cavour abbandonava alcuni mesi prima nel fondo della Lombardia alle spalle degli Austriaci — e che rifiutava di mandar loro il rinforzo ordinato dal re — quelli stessi cacciatori delle Alpi, che si ricevevano nel ministero di Torino — quando disgraziatamente ne abbisognavano — come se fossero apestati — e come tali si cacciavano — gli stessi mille, che si presentavano due volte in Genova per correre un pericolo certo — e che si presenteranno sempre, ove si tratta di dar la vita all'Italia — non aspettando altro guiderdone che quello della loro coscienza —
Belli! eran quei miei giovani veterani della Libertà Italiana — ed io superbo della loro fiducia mi sentivo capace di tentare ogni cosa —