Crispi, Lamasa, Orsini, Calvino, Castiglia, gli Orlandi, Carini, ecc. tra i Siciliani, furono fervidissimi per l'impresa — così Stocco, Plutino, ecc. Calabresi —
Si era tra tutti, stabilito, che comunque fosse: battendosi i Siciliani bisognava andare — probabile, o no — la riuscita —
Alcuni voci di sconforto — mancarono però di poco, a distruggere la bella spedizione — Un telegramma da Malta, mandato da un amico degno di fede — anunciava tutto perduto — e ricoverati in quell'isola, i reduci della rivoluzione Siciliana —
Si desistè quasi intieramente dall'impresa — Bisogna però confessare: che nei Siciliani suddetti — mai venne meno la fede — e che guidati dal bravo Bixio, essi erano ancora decisi di tentare la sorte — almeno per verificare la cosa sul terreno stesso della Sicilia.
Intanto il governo di Cavour — cominciava a gettare quella rete d'insidie, e di miserabili contrarietà, che perseguirono la nostra spedizione sino all'ultimo —
Gli uomini di Cavour non potevano dire: «non vogliamo una spedizione in Sicilia» l'opinione generale dei nostri popoli, li avrebbe dichiarati reprobi — e quella popolarità fittizia — guadagnata col denaro della nazione — comprando uomini e giornali sarebbe stata scossa probabilmente —
Io potevo dunque, preparare qualche cosa — per i fratelli militanti della Sicilia — temendo poco d'esser arrestato da cotesti Signori — e sorretto dal generoso sentimento delle popolazioni — commosse fortemente dalla maschia risoluzione dei coraggiosi Isolani —
La disperazione, ed il forte proposito degli uomini del Vespro potevano soli spingere avanti tale insurrezione — Lafarina delegato da Cavour per sorvegliarci — mostrava non aver fede nell'impresa — e valevasi per dissuadermi della sua conoscenza del popolo Siciliano — essendo lui stesso nativo di quell'isola — e mi alegava: che avendo perduto Palermo — gl'insorgenti comunque essi fossero, erano perduti — Una notizia governativa però, data da lui stesso contribuì a corroborarci nella risoluzione d'agire —
A Milano esistevano una quindicina di milla fucili buoni — e di più, mezzi pecuniari di cui si poteva disporre — A capo della direzione: Millione di fucili — stavano Besana e Finzi — su cui si poteva contare pure —
Besana giunto a Genova, da me chiamato, con fondi — ed avendo lasciato l'ordine alla sua partenza da Milano: che ci fossero inviati fucili, munizioni, ed agli [altri] oggetti militari che vi si trovavano — Nello stesso tempo Bixio, trattava con Fauché dell'amministrazione dei vapori Rubattino — per poterci recare in Sicilia — La cosa non marciava male — e grazie all'attività di Fauché e Bixio — e lo slancio generoso della gioventù Italiana, che accorreva da ogni parte — noi ci trovavamo in pochi giorni atti a prendere il mare — quando un'incidente inaspettato, nonchè ritardarci, quasi impossibile rendeva la nostra impresa —